Asinara, piscine e spa nel nuovo hotel: il progetto non piace agli ambientalisti

Albergo diffuso o albergo di lusso? A Porto Torres fa discutere il progetto, firmato da un esponente del Pd, che prevede la realizzazione di una struttura ricettiva all’Asinara, sede di un parco nazionale di enorme rilevanza naturalistica. Nelle carte che a breve verranno presentate alla Regione si parla chiaramente di ‘albergo diffuso’ ma i numeri dell’offerta sembrano più simili agli standard esclusivi di un hotel di lusso in stile Capri.

Eccoli nel dettaglio. Spazio per 286 camere, ristoranti, un centro benessere, un centro commerciale, due piscine, impianti sportivi, tre bar e addirittura un porto turistico a Cala d’Oliva, con affidamento a un soggetto realizzatore previo bando pubblico. L’idea progettuale (che interessa 17 ettari) porta la firma del geometra Giuseppe Marceddu, “coordinatore progetto sviluppo turistico dell’Asinara del circolo Pd di Porto Torres”. Così il mese scorso il progetto è stato sottoposto all’attenzione del circolo cittadino del Pd. Durante il dibattito non sono mancati giudizi positivi: quasi tutti i pareri favorevoli hanno sottolineato che l’investimento da 56 milioni di euro potrebbe creare 560 posti di lavoro diretti e indiretti. E poco importa se gli standard di alto livello potrebbero prevedere costi da 700 euro a notte.

Eugenio Cossu, che è stato il primo presidente del Parco dell’Asinara e dal 2005 al 2010 sindaco di Porto Torres, conosce bene ogni angolo dell’isola e ci spiega il suo punto di vista. “Al momento – dice – sono in una posizione intermedia tra i favorevoli e i contrari. Sull’isola dell’Asinara è in vigore un piano del Parco e nessun progetto può alterare quell’idea che è stata già impostata da anni. La proposta che sta nascendo non prevede nessuna colata di cemento ma la riqualificazione delle strutture già esistenti. Ecco quindi che, per valorizzare le presenze, la formula dell’albergo diffuso è sicuramente l’unica che può essere accettabile. Più che altro, a mio parere, è stato fatto un errore nella formula di presentazione del progetto. Sarebbe meglio – dice Cossu – abbandonare l’etichetta di hotel di lusso a cinque stelle, perché l’isola e le sue strutture ricettive devono essere alla portata di tutti. La valorizzazione turistica dell’Asinara non può essere slegata dall’ambiente e si deve basare sul rilancio delle aziende agricole e delle fattorie attive durante l’esperienza carceraria, con la ripresa dell’allevamento del bestiame e della coltivazione dei vigneti”.

Critiche senza mezzi termini, invece, da parte dell’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico secondo la quale si tratta di una “folle privatizzazione speculativa di un parco nazionale, di un gioiello naturalistico del Mediterraneo“. “Ce n’è abbastanza per rispedire al mittente una simile proposta – afferma il Grig in una nota -. Effettueremo tutte le azioni necessarie perché accada. L’Asinara ha bisogno di un turismo in punta di piedi, rispettoso del valore naturalistico e storico-culturale straordinario e unico dell’isola, ha bisogno di ‘normali’ servizi di trasporto, ha bisogno di una ‘normale’ condotta idrica e di un ‘normale’ depuratore per far funzionare l’esistente ostello, le strutture del parco, servizi per il turismo calibrati sulla fruizione naturalistica dell’area protetta, ha bisogno soprattutto di vigilanza e corretta gestione del patrimonio naturale e storico. Gli alberghi sono già a Stintino e Porto Torres”.

Dal punto di vista tecnico, poi, non mancano i nodi da sciogliere. Occorre ricordare che tutte le strutture immobiliari dell’isola sono di proprietà della Regione attraverso la Conservatoria delle coste, un organo che da diverso tempo si trova in uno stato di letargo forzato. Discorso ancora più complesso per quanto riguarda il Parco dell’Asinara, un ente che si trova sotto la guida del ministero dell’Ambiente: il sindaco di Stintino, Antonio Diana, ha assunto da qualche mese la guida ad interim del consiglio direttivo subentrando all’avvocato Pasqualino Federici, che ha concluso il suo mandato già dalla fine di febbraio. Secondo la legge quadro sulle aree protette, la nomina del nuovo presidente spetta al ministro dell’Ambiente d’intesa con il presidente della Regione. Ma per il momento è una nomina che sembra navigare in alto mare.

Michele Spanu
Twitter @MicheleSpanu84

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