L’esordio di Claudio Ranieri. Il mister confessa: “Mi basta vincere 1 a 0, anche al 95°”

È un Claudio Ranieri carico fino ad esplodere quello apparso ieri pomeriggio nella  conferenza stampa del prepartita di oggi con il Como alla Unipol Domus. Se c’è un augurio che i tifosi cagliaritani possono fare, è che  i giocatori che il tecnico rossoblù manderà in campo siano nelle stesse condizioni mentali di quelle del loro allenatore, al secondo esordio sulla panchina del “suo” Cagliari. Il mister  si è sottoposto alla sfilza di domande con la solita cordialità, con il suo carisma e con il tono socievole che lo hanno sempre contraddistinto. Ma anche con la indubbia competenza in materia: non fa differenza che sia calcio  di serie A, di premier League, di Coppe europee o di serie B.    

Quali impressioni dopo una decina di giorni con la squadra e come si appresta a tornare in uno stadio che sarà al completo perché è tornato lei, Claudio Ranieri?

“Le sensazioni sono le migliori. I ragazzi sono vivi,  ho visto un gruppo volenteroso. Ma questo  è normale quando si cambia allenatore. Credo che  pian piano recepiranno come dobbiamo giocare e dove dobbiamo migliorare.  Devo vedere quello che hanno assorbito e dove io devo insistere affinché loro capiscano quello che sono le mie idee”.

E sul popolo rossoblù che torna a riempire lo stadio?

“Beh, ci sarà lo stadio pieno, mi fa enormemente piacere. Ho chiesto dal primo momento in cui sono tornato l’aiuto al nostro  pubblico, da solo non ce la faccio, ho bisogno dei ragazzi, della società e soprattutto dei tifosi che ci devono spingere e soffiare dietro, soprattutto nei momenti difficili, che sicuramente ci saranno. Attenti, non è che arriva Ranieri e cambia tutto. Ci deve essere quella serenità con cui i giocatori possono rischiare le giocate sentendo l’affetto del pubblico, senza paura di sbagliare. Questo è troppo importante se vogliamo centrare qualcosa che ora come ora sembrerebbe impossibile. Ma l’impossibile io non lo conosco,  dobbiamo iniziare a lottare e crederci. E poi vediamo quello  che succede. Per cui, ecco, mi auguro che il pubblico recepisca questo mio messaggio: aiutateci, a fine partita io sono il primo ad arrabbiarmi se le cose non vanno bene”.

Lei ha grande rispetto degli avversari che troverà in questa prima partita del girone di ritorno.

“Il Como  è una squadra molto quadrata, solida. Nelle ultime otto partite ha perso soltanto con la Reggina, le altre ha fatto, se non ricordo male, quattro vittorie e tre pareggi. È  la seconda squadra che crea situazioni da gol, punta subito alla verticalizzazione. Nelle ultime otto partite ha fatto qualcosa come 131 contropiedi. Per cui dobbiamo essere ben concentrati, soprattutto su quello che succede quando noi abbiamo la palla, perché come la perdiamo loro verranno a 3.000 all’ora in contropiede e dobbiamo essere molto intelligenti e attenti.

Prudenti sì, ma pronti a trovare  l’occasione per fare gol.

“A me va bene, al momento,  anche vincere uno a zero, segnando al 95esimo. È un risultato che fece il Cagliari nel 1976, che è stato poi l’ultimo gol di Gigi Riva in carriera. Mi auguro appunto di poter fare  almeno uno a zero e vincere”. 

Alla domanda se possibile che dopo un po più di trent’anni di panchina, il mister si emozioni ancora alla vigilia di un Cagliari-Como, Ranieri dimostra ancora una volta il suo lato umano, oltre che di grande allenatore.

“Faccio questo lavoro per l’emozione che mi dà, per cui sicuramente domani (oggi, ndr) non sarà una giornata come tutte le altre. Per me sarà piena di ricordi, di sensazioni e di voglia di far bene per dare una soddisfazione al nostro pubblico”. 

***

Quando gli viene fatto notare che ha snocciolato dati con grandissima competenza  sul Como, squadra di serie B, a dimostrazione che ha studiato alla perfezione gli avversari calandosi nel ruolo,  Ranieri sembra perfino imbarazzato.

“Mi sono calato benissimo in questa dimensione, la categoria per me non fa differenza. Voglio vincere e basta”.

***

Sul modulo con cui schiererà la squadra oggi all’Unipol Domus, il mister si riserva di doverci pensare ancora un po’, ribadendo che il 4-4-2 non è un dogma e che la squadra si posizionerà in campo tenendo conto degli avversari e di altri diversi fattori relativi ai propri giocatori.

“Ho detto ai ragazzi che  sarà una partita tattica, forse anche brutta. Mi accontenterei di vincere anche 1 a 0 segnando al 95esimo”, ripete.

***

Questo è Ranieri, come è sempre stato. Non vende fumo, sempre con i piedi per terra e diretto come pochi. Ma soprattutto determinato a vincere.  Sarà anche per questo che i tifosi del Cagliari lo amano da sempre e che hanno ripreso a cantare in coro “risorgeremo, l’ha detto Claudio Ranieri”.

Luciano Onnis

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