“Time in Jazz” sceglie l’Ignoto e porta Einaudi a Berchidda

Peccato per l’Agnata, il paradiso scelto da Faber, che in questa 26ma edizione di Time in Jazz, non c’è più, (“Era diventato troppo complicato, l’ultima volta con tutta quella gente abbiamo davvero rischiato grosso” spiega Fresu). Al suo posto, molti altri spazi, molti altri Comuni, da Chiaramonti a Mores, da Telti a Ittireddu,  tutti insieme nel magico circuito del festival jazz più conosciuto dell’Isola con un’infilata di concerti (Joshua Redman, Django Bates, Jaques Morelenbaum, Medeski Martin & Wood), performance, eventi, incontri e appuntamenti ad alto tasso emotivo. Impossibile elencarli tutti: “Dipenderà dai tagli dei finanziamenti. Non a caso la programmazione è ancora ballerina… Speriamo di cavarcela e di cadere ancora una volta in piedi” commenta ironico il Peter Pan del jazz.

Il tema dell’edizione 2013 pesca nell’ignoto, ovvero “Il quinto Elemento”. “Un tema apparentemente labile e misterioso” dice Fresu “che tocca religione e filosofia, medicina e psicologia ma anche chimica, astrologia e pensiero offrendoci spunti interessanti per divagare intorno al tema attraverso la musica e l’arte”.

Si parte l’8 agosto e si va avanti fino al 18, con una coda tutta sassarese del festival che toccherà anche Cheremule, Osilo, Ploaghe e Sorso. L’inaugurazione cade di giovedì, a bordo di un traghetto della Corsica Ferries in viaggio da Civitavecchia verso Berchidda (“Che poi così distante dal mare non è… In macchina ci si mette più o meno trenta minuti, strada permettendo, vero signor sindaco?…”) e si continua di venerdì a Chiaramonti, dove Fresu, Di Bonaventura e i sette cantori del coro A Filetta sono attesi al Castello Doria per una nuova produzione nell’ambito di “Sonata di mare”, progetto che ha come area di riferimento quella porzione di mediterraneo fra Toscana, Corsica, Sardegna e Liguria. Il paradiso di balene e delfini, giusto per intendersi.

Il primo concerto in piazza a Berchidda è previsto la sera del 12 agosto, con  il pianoforte di Ludovico Einaudi e i percussionisti del Parco della Musica dell’Auditorium di Roma. E per il giorno di ferragosto, come tradizione vuole, il festival pianta le tende vicino alla Chiesa di San Michele, dove il pubblico è invitato a godere della cucina locale con un pranzo berchiddese preparato ad hoc.

Tra chiese, vigne, cime e piazze si potrà godere di molto jazz made in Italy e made in Sardegna con artisti del calibro di Petrina, Daniele Di Bonaventura, Mauro Ottolini, Tino Tracanna, oltre ai sardi Salvatore Maiore, Francesca Corrias, Peo Alfonsi, la Funky Jazz Orchestra, la Banda Musicale “Bernardo De Muro” di Berchidda. E, ovviamente, il neolaureato Paolo Fresu.

Time in jazz è musica, ma anche eventi collaterali, mostre, performance e le gallerie tutte da esplorare del Pav, l’ex caseificio che ospita il Padiglione delle Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, in pratica un pezzo di Manhattan nel bel mezzo della Gallura. Roba per palati fini, olezzo incluso.

(d.p.)

(Nella foto di Martino Luciano un’immagine dell’edizione 2007 con Paolo Fresu, il coro A Filetta e Daniele Di Bonvantura)

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