Il Governo impugna la legge elettorale regionale

Il governo ha deciso di impugnare la legge elettorale recentemente approvata dal consiglio regionale. Ne dà notizia il deputato del Pd Francesco Sanna. La decisione dell’esecutivo guidato da Enrico Letta è stata assunta oggi durante il Consiglio dei ministri.

Il deputato sardo del Pd informa che i motivi che hanno portato allo stop della legge sono le previsioni sulla forma di governo con una formulazione “pasticciata” e la previsione di incandidabilità per il Presidente della giunta che si dimettesse prima della conclusione naturale della legislatura. Una norma, quest’ultima, passata grazie all’approvazione a voto segreto di un emendamento proposto da Mario Diana, ex capogruppo del Pdl e ora leader di ‘Sardegna è già domani’.

In particolare, secondo il governo la nuova elettorale contiene disposizioni in contrasto con gli articoli 3 e 51 della Costituzione. Il primo impegna la Repubblica a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, mentre il secondo ricorda che “tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”.

Francesco Sanna conclude augurandosi che il Consiglio regionale, che sarà chiamato a correggere questi vizi, approfitti dell’occasione data anche per tornare sulla possibilità di introduzione in legge della doppia preferenza di genere.

Già un mese fa sulla nuova legge elettorale pesavano dubbi di incostituzionalità. 

 

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