Vaccini anti-Covid, è caccia ai furbetti: Asl sarde obbligate a dare tutti i nomi

Devono avere un nome tutti i vaccinati in Sardegna. È questo l’ordine che l’assessorato regionale alla Sanità ha fatto arrivare alle Asl dopo che continua a moltiplicarsi le segnalazioni sui furbetti del Covid-19, ovvero le persone a cui sarebbe stata inoculata una delle 26.043 finora somministrate nell’Isola, sulle 33.330 arrivate (dato aggiornato al 20 gennaio).

La lettera alle Asl porta la firma di Marcello Tidore, il Dg dell’assessorato guidato da Mario Nieddu. Il casus belli, sui cui svariate Procure sarde hanno deciso di vederci chiaro, comincia con la prima segnalazione fatta due settimane fa da un sindacalista della Cisl, Claudio Nuscis, che aveva denunciato al Cto di Iglesias la vaccinazione di persone che non sono operatori sanitari. Ovvero medici, infermieri e oss, i primi in Italia a cui è stato somministrato il vaccino su base volontaria.

L’inchiesta interna aperta dal Dg della Sanità ha un obiettivo puntuale: solo col censimento dei vaccinati si può arrivare a ricostruire il quadro preciso sugli eventuali abusi che sono stati commessi. E a quel punto, caso per caso, andrà fatta chiarezza sulle ragioni delle inoculazioni ‘abusive’.

Ci vorranno almeno due settimane per definire la mappatura completa: una volta ottenuti i dati dalle Asl, gli uffici della Sanità dovranno incrociare i nomi dei vaccinati con l’identità del personale sanitario che ha aderito alla campagna anti-Covid. Si arriverà quindi a una prima lista di regolari, la più lunga, e a un secondo elenco con i ‘furbetti’ dei vaccini. Nomi destinati a finire in mano alla magistratura inquirente insieme a quelli di chi ha autorizzato la somministrazione di quelle dosi.

Al momento sono due le Procure sarde dove ci sono indagini in corso: oltre al Palazzo di giustizia di Cagliari, che è il tribunale di riferimento anche per il Sulcis, un fascicolo è stato aperto anche in Ogliastra. Una segnalazione, ancora tutta da verificare, è arrivata sull’ospedale di Lanusei.

Negli elenchi che le Asl invieranno all’assessorato regionale alla Sanità non ci potranno essere errori: ogni singola dose di vaccino è censita. Ogni Azienda sanitaria sa quante ne ha ottenute. Ragion per cui il conto dovrà obbligatoriamente tornare. Dietro ciascun numero sballato, non potrà che esserci un furbetto.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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