Tutte unite le prime cinque città sarde: “Recovery plan per energia e trasporti”

Era da tanto che non si vedeva in Sardegna un manifesto politico così genuinamente bipartisan. L’hanno sottoscritto i sindaci della prima quattro città sarde: Paolo Truzzu (Cagliari), Nanni Campus (Sassari), Graziano Milia (Quartu), Settimo Nizzi (Olbia) e Andrea Soddu (Nuoro). L’occasione è il Recovery plan, ovvero il Piano di investimenti previsti dal Governo italiano in base ai fondi europei concessi per rilanciare l’economia del Paese entrata in crisi per via della pandemia. Il Governo Draghi deve consegnare il documento programmatico entro il mese di aprile. In ballo ci sono 22 miliardi di euro.

Nella nota congiounta di Truzzu, Campus, Milia, Nizzi e Soddu si legge: “Il Recovery plan dovrà essere per l’Europa e per l’Italia non solo uno strumento per affrontare le negative conseguenze economiche delle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, ma anche un’opportunità e un’occasione per introdurre profondi mutamenti nel sistema economico e sociale. Ciò sarà possibile solo se prevarrà la capacità di indirizzare la spendita delle risorse su progetti credibili che possano davvero segnare un mutamento profondo e duraturo”.

Alla premessa sul merito del Piano, segue l’operatività: “Anche la Sardegna dovrà partecipare a questo percorso, rifuggendo dalla tentazione di disperdere le proprie possibilità di proposta in decine di progetti di svariata natura. Da questo punto di vista pensiamo che ci si dovrebbe concentrare su un solo obiettivo: il superamento dei due principali svantaggi dell’Isola rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa. Da una parte la difficoltà di interconnessione tra le diverse parti della Sardegna, dall’altra un sistema di produzione di energia costoso e obsoleto. A questo scopo è indispensabile la realizzazione di una rete ferroviaria veloce e integrata come unico strumento utile a creare una connessione profonda fra le diverse parti della Sardegna”.

I sindaci della quattro più grandi città hanno scritto ancora: “Storicamente la difficoltà di mettere in relazione sistemica l’intera Isola è sempre stato uno degli impedimenti maggiori alla crescita economica e sociale della stessa, il Recovery plan potrebbe e dovrebbe essere un’occasione da non perdere. Allo stesso tempo, bisogna sviluppare il grande potenziale nel campo delle fonti energetiche rinnovabili per la produzione da elettrolisi di idrogeno verde decarbonizzato che non solo consentirebbe un drastico abbattimento delle emissioni di CO2, ma anche di progettare un futuro totalmente privo delle medesime emissioni, specie in una regione così ricca di rimnnnnovabili come la nostra”.

[Foto d’archivio]

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