I Riformatori : “Rinunciamo alle elezioni”. Caos liste nel centrodestra

I Riformatori sardi annunciano il ritiro dalle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. La decisione è arrivata nel pomeriggio in seguito alla mancata condivisione delle candidature con il resto del centrodestra, ovvero Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. “Noi – dice il segretario regionale Pietrino Fois – non accettiamo imposizioni né da Roma né da Milano. Invece così stava succedendo”.

Alle urne del 4 marzo i Riformatori erano in corsa insieme all’Udc di Giorgio Oppi col simbolo di ‘Noi con l’Italia’ che, in tutto il Paese, mette insieme le forze moderate. Tra i due partiti isolani esisteva anche un’intesa di massima su come dividere i seggi: ai liberal-democratici di Fois sarebbe spettata l’indicazione di una candidatura nei collegi uninominali della Camera, in rappresentanza dell’intero centrodestra, più una sul proporzionale, sempre su Montecitorio ma in quota ‘Noi con l’Italia’; lo scudo crociato, invece, avrebbe dovuto scegliere i capilista in due circoscrizioni plurinominali, una per la Camera e l’altra su Palazzo Madama, ancora come ‘Noi con l’Italia’.

Ma per ordini arrivi dal tavolo nazionale riunito oggi ad Arcore, in casa di Silvio Berlusconi, “ci è stata negata la possibilità di scegliere il candidato di quell’unico collegio uninominale su cui avremmo dovuto avere carta bianca”, spiega Fois. Anche perché la richiesta iniziale dei Riformatori prevedeva la possibilità di indicare due nomi in altrettante circoscrizioni uninominali. Ma la proposta è stata bocciata dal centrodestra. Di qui la spinta ulteriore verso la decisione di uscire di scena dalle Politiche.

Fois (nella foto a destra) dice a Sardinia Post: “I Riformatori non svendono la propria autonomia decisionale. A tutti i partiti della coalizione è stata data la possibilità di scegliere almeno un collegio. pietrino-foisNon si capisce per quale ragione ci volevano imporre un trattamento differente, seguendo una strategia inaccettabile. Esiste un tavolo sardo in cui condividere le liste e in quello andavano chiusi gli accordi”.

Al momento i liberal-democratici parlano di “decisione presa e definitiva”. Ma è ovvio che le diplomazie si metteranno in moto, visto che i Riformatori valgono il 6,02 per cento (dato delle Regionali 2014) e il centrodestra non può permettersi di perdere quel consenso potenziale da oltre 40mila voti. Nelle prossime ore si capirà se esistono margini perché i liberal-democratici si rimettano in corsa verso le urne del 4 marzo.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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