Regionali, 130 sindaci a Zedda: “Caro Massimo, ti chiediamo di candidarti”

C’è già la firma di 130 sindaci sardi nella lettera che in questi giorni sta facendo il giro dei Comuni: è la richiesta di candidatura a Massimo Zedda come governatore e leader di una coalizione civica. Sardinia Post la propone in anteprima. Di fatto si tratta di un manifesto politico col quale i primi cittadini che hanno sottoscritto il documento – le adesioni non sono finite – decretano il superamento del tradizionale schieramento di centrosinistra verso un blocco elettorale in cui le fasce tricolori si propongono come catalizzatori del consenso locale, oltre i partiti e secondo un modello non ancora sperimentato in Italia.

La lettera, i cui nomi dei firmatari saranno ufficializzati nei prossimi giorni – comincia così: “Caro Massimo, le consultazioni regionali sono alle porte e il senso di mobilitazione che avvertiamo e di cui vogliamo farci interpreti nel campo della politica, vuole avere con noi una declinazione inedita, segnata fortemente da un angolo visuale che è quello di chi vive il territorio tutti i giorni, con le difficoltà e le attese di tutti i giorni. Siamo sindaci della Sardegna – si legge ancora -, sindaci come te e come te ci riconosciamo in quei valori sociali e politici che hanno reso viva la migliore tradizione di governo nella storia della nostra autonomia”.

Quindi la fotografia del momento, stavolta dal punto di vista del centrosinistra che in termini valoriali resta il terreno di riferimento del movimento civico, seppure l’obiettivo sia estendere quanto più possibile il perimetro politico della nuova coalizione dei sindaci. “Oggi – è scritto nella lettera – non basta più parlare di vecchie appartenenze. Abbiamo bisogno di guardare oltre: avendo capito la lezione del 4 marzo siamo tutti chiamati a costruire un nuovo progetto per la Sardegna. Oggi, in questa società globale che cambia in fretta, avvinta dalla nevrosi delle proprie evoluzioni, in questa società che non sopporta appartenenze e non ammette differenze, c’è bisogno di ribadirli quei valori, e di praticarli con umiltà e capacità di dialogo, ché sono il sale della democrazia”. E ancora: “Se non c’è umiltà, se non c’è dialogo, oggi non basta più nemmeno essere sindaci. Che significa farsi carico dei problemi, significa mettersi al servizio dei propri cittadini, significa risolvere i loro problemi. Noi sentiamo il palpito delle nostre comunità, noi siamo le storie che viviamo, noi siamo quel che facciamo, ed è su quel che facciamo che veniamo giudicati”.

I primi cittadini firmatari insistono quasi con enfasi: “Caro Massimo, la tua esperienza amministrativa parla chiaro. È una chiara esperienza di buongoverno, è il caso unico nazionale di chi è stato giudicato bene perché ha fatto bene. Non c’è antagonismo che tenga, se non dettato dal più bieco disfattismo. E la Sardegna oggi non ha bisogno di disfattisti, avventurieri e viceré: la Sardegna ha bisogno di governanti coscienti del proprio ruolo, capaci di guardare avanti e di guardarsi intorno, in Europa e in Italia, a partire da noi, anche da noi, anche da qua, dai nostri territori, dai territori della Sardegna”.

L’ultimo capoverso prepara alla richiesta formale di candidatura. “Noi – è scritto – forti del tuo e del nostro impegno, vogliamo essere insieme strumenti rinnovati di un buon governo per la nostra Isola, portatori di buone pratiche e di esperienze estendibili e replicabili, nel segno del dialogo e della partecipazione, della condivisione e dell’inclusione, al di fuori delle distinzioni storiche e geografiche che sinora hanno diviso il centro dalle periferie. Noi siamo periferia che vuole diventare centro, noi vogliamo una Sardegna che continui sui passi della crescita e dello sviluppo, con un governo che senta forte il sale della democrazia, che è il sale del dialogo, dell’ascolto, della partecipazione. Vogliamo una Sardegna sarda e democratica, con un governatore di provata capacità. Un governatore scelto da noi, qui, in Sardegna, non nei palazzi romani”.

Ecco dunque la richiesta a Zedda: “Per questo ti chiediamo di metterti a disposizione dei sardi e della Sardegna. Per questo, caro Massimo, ti chiediamo di esserci”.

Come funzionerà il rituale della politica, lo si capirà nei prossimi giorni. La palla, a questo punto, passa in mano al sindaco di Cagliari che con molta probabilità prenderà tempo per formalizzare la propria eventuale decisione di candidarsi alle Regionali del prossimo anno in un quadro che in gran parte è definito: i Cinque Stelle corrono con Mario Puddu che a sua volta attende per il 18 ottobre la sentenza per abuso d’ufficio; il polo indipendentista di Autodeterminatzione ha ormai trovato la quadra sulla leadership dell’economista Andrea Murgia; il centrodestra ha invece una rosa di quattro candidati che sono l’indipendente Angelo Binaghi, il sardo-leghista Christian Solinas, l’azzurro Stefano Tunis e Paolo Truzzu in quota Fratelli d’Italia. Ma saranno i big nazionali a decidere nel centrodestra perché le candidature nell’Isola rientrano in una spartizione su scala più ampia su cui stanno ragionando Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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