Legge urbanistica, il Pd verso l’accordo (che c’era già)

Dopo un mese di battaglia sulla nuova legge urbanistica della giunta Pigliaru, cioè il ddl 409 chiamato “Disciplina generale del governo del territorio” e finito sulla stampa nazionale con l’accusa di dare il via libera a ecomostri e cemento lungo le coste, si scopre adesso che quello scontro “è stato un polverone immotivato”. A dirlo è Salvatore Demontis, consigliere regionale dem, sassarese di area Soru. È lui il primo firmatario della proposta di legge sulla stessa materia protocollata il 13 aprile scorso, tredici giorni dopo l’approvazione del ddl: si tratta di sessantadue articoli a cui nel Pd si sta guardando per correggere e integrare quelle parti del ddl che non convincono tutti, come gli interventi possibili nelle zone agricole e i progetti di interesse regionale cosiddetti eco-sostenibili e proposti dai Comuni.

Sorprende invece constatare che sul tema dei trecento dal mare, quello che ha fatto finire la tregua nel Pd dopo l’attacco di Renato Soru al ddl della Giunta su L’Espresso, i due testi normativi sono identici: entrambi prevedono le riqualificazioni delle strutture ricettive esistenti, incluse le parziali demolizioni, con uno stesso premio volumetrico fissato al venticinque per cento.

Demontis non ha lavorato da solo alla stesura della sua proposta di legge chiamata “Urbanistica e governo del territorio”. Lo ha fatto insieme Alessandro Collu, altro esponente della massima assemblea sarda e ugualmente un fedelissimo dell’eurodeputato. Fino a una settimana fa, di questi sessantadue articoli non se ne era mai praticamente parlato. Ma valgono un accordo sulla programmazione nella fascia costiera.

Sia Erriu che Demontis convergono pure sulle azioni di dettaglio, dicendosi favorevoli a ritoccare il premio volumetrico (articolo 31 del ddl). L’assessore lo ha dichiarato anche a Sardinia Post nell’intervista dello scorso 8 luglio (leggi qui), sottolineando di voler differenziare la quota delle cubature aggiuntive sulla base di quelle esistenti. Demontis lo ribadisce al telefono: “Servono regole diverse per piccoli e grandi alberghi. Perché una cosa è il venticinque per cento su 20mila o 40mila metri cubi, altro è l’aumento di volumetrie su 100mila metri cubi. Di certo elevare la qualità degli hotel è un obiettivo che si deve perseguire”. Peraltro, sia il ddl che la proposta di legge dei due consiglieri vietano il ricorso a nuove riqualificazioni, se gli hotel hanno già usufruito del Piano casa.

Demontis è anche meno rigido rispetto a un comma dell’articolo 31, il numero 4, in cui la Giunta prevede per i proprietari delle strutture ricettive “un piano d’impresa nel quale si dimostri la funzionalità dell’incremento volumetrico alla destagionalizzazione”. Il consigliere regionale dice: “È un eccesso di burocrazia. Se un imprenditore investe, lo fa certamente per migliorare l’offerta e quindi il proprio business”.

Altra faccenda le zone agricole (E), per le quali la convergenza è ancora tutta da costruire. Nel ddl sparisce il lotto minimo di tre ettari per fare spazio a concessioni edilizie sulla base della redditività prodotta: per costruire nell’agro, stando al testo della Giunta, bisogna dimostrare di fare un investimento che produca almeno 15.000 euro all’anno (soglia comunque non definitiva, a sentire Erriu). Demontis dice: “Nella nostra proposta resta il lotto minimo a tre ettari. In campagna ci si deve trasferire per coltivare la terra”.

Sui progetti eco-sostenibili, le frizioni ruotano intorno al fatto che il ddl li prevede anche modificando il Piano paesaggistico regionale. Demontis dice: “Nella nostra proposta di legge (articolo 50) non ammettiamo le varianti al Ppr. Sarebbe assurdo che uno strumento di programmazione così importante venisse cambiato su richiesta di un singole imprenditore che presenta un progetto”. L’assessore Erriu, in un’intervista al giornale online della Cgil, ha fatto sapere di essere pronto a recepire nel ddl l’articolo della proposta Demontis. In entrambi i casi è affidato all’Esecutivo regionale il compito di valutare l’ammissibilità o meno degli investimenti proposti.

Infine la questione dei Piani urbanistici comunali (Puc), un nervo scoperto nella programmazione locale. In Sardegna sono moltissime le amministrazioni costiere che non hanno mai adeguato i propri Puc al Ppr. Per accelerare le procedure il ddl prevede un’unica conferenza di servizi (leggi qui la spiegazione di Erriu). Demontis dice: “Noi crediamo che la soluzione sia la nomina di una commissione di esperti a cui far valutare i Puc. Affidando questo compito alla struttura burocratica della Regione, si è registrato solo un corto circuito del sistema”.

Nel Pd devono prende ago e filo per ricucire insieme il ddl e la proposta di legge Demontis-Collu, se vogliono approvare una nuova legge urbanistica entro la fine della legislatura. Oggi Renato Soru, in un’intervista a L’Unione Sarda, ha sottolineato che il disegno di legge della Giunta non lo voterebbe mai “così com’è”. Un chiaro richiamo ai suoi sul da farsi in maggioranza. Anche perché l’eurodeputato, per ammissione dello stesso Demontis, ha lavorato alla stesura del testo presentato da due consiglieri regionali: “La proposta l’abbiamo scritta io e Alessandro (Collu). Ma siamo sempre rimasti in stretto contatto con la nostra area politica di riferimento”.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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