Legge urbanistica, gli ambientalisti: “La fascia costiera non si tocca”

Arriva il “no” chiaro degli ambientalisti a qualsiasi incremento volumetrico nella fascia dei 300 metri. Sentiti in audizione in commissione Governo del territorio, Legambiente, Gruppo di intervento giuridico, Fai e Wwwf hanno bocciato l’articolo 31 del ddl sull’urbanistica che prevede i bonus fino al 25% negli alberghi costieri. Alle assocazioni ha replicato il presidente della commissione Urbanistica, Antonio Solinas (Pd), che ha precisato: “A noi spetta il compito di ascoltare ma anche il diritto di decidere”.

“Gli incentivi previsti attualmente nel ddl sono generali e non è detto che con metri cubi in più a disposizione i proprietari facciano la famosa spa o migliorino le camere – spiega il presidente del Grig, Stefano Deliperi – soprattutto per vecchi complessi che spesso sono attaccati alla battigia significherebbe dare a disposizione ulteriore volumetrie dopo che hanno potuto beneficiare di quelle previste dal piano casa”. E se per incrementi si intendono i corpi separati, “stiamo parlando in pratica di altre ville, come ha fatto l’Hotel Romazzino, che implicano consumo del territorio”.

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“Dovremmo parlare di qualità – osserva il presidente del Comitato scientifico di Legambiente, Vincenzo Tiana – possono essere ammessi incrementi per l’adeguamento a tutte le normative recenti in materia di sicurezza e di efficientemente energetico, e comunque si tratta di modifiche che non possono superare il 10%”. D’altra parte, riprende Deliperi, “si tratta di adeguamenti previsti dalla legge e dallo stesso piano paesaggistico regionale”. Il Wwf ha chiesto che la nuova legge confermi le misure di salvaguardia della fascia costiera intesa come bene paesaggistico strategico per lo sviluppo della Sardegna, che sia completato il Ppr vigente ricomprendendo anche le zone interne, una maggiore tutela dei paesaggi rurali riaffermando il principio del lotto minimo di 3 ettari per le edificazioni destinate solo ad aziende agricole e residenzialità solo a chi svolge tale attività a titolo esclusivo. Le associazioni hanno anche sottolineato la necessità di stralciare l’art. 43 sull’opportunità di realizzare progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico e l’allegato A4 sui criteri di calcolo delle cubature Comune per Comune”.

“Gli alberghi che hanno già usufruito degli aumenti volumetrici con le varie proroghe del piano casa e che hanno raggiunto il tetto del 25%, non avranno nessuna possibilità di costruire, chi ha fatto il 15% avrà la possibilità di arrivare fino al 25 – chiarisce nell’ultima giornata dedicata alle audizioni Antonio Solinas – ma in Sardegna ci sono strutture all’interno della fascia dei 300 metri che risalgono fino a 50 anni fa. Oggi i turisti hanno delle esigenze precise, mi sembra ragionevole permettere degli aumenti fino al 25% per creare servizi aggiuntivi”. Solinas si dice “convinto che non servano ulteriori camere per gli alberghi sardi, ma le strutture devono essere adeguate. Dobbiamo evitare che gli albergatori siamo costretti a chiudere, e le strutture diventino ruderi sulle spiagge”. Sull’articolo 43, relativo all’opportunità di realizzare progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico, di certo “revochiamo la deroga al piano paesaggistico regionale perché sarebbe alto il rischio di impugnazione da parte del governo nazionale. L’articolo però lo lasciamo: ci sono zone, come la costa occidentale dell’isola, dove praticamente non ci sono strutture alberghiere. Sparirà dunque la deroga al piano paesaggistico regionale, che rimane la cornice al cui interno muoversi. Ma – conclude -non possiamo togliere la possibilità che gli imprenditori facciano investimenti, insieme a i comuni e alla Regione, che possano essere un volano economico per i territori”. Resta il fatto che i requisiti per accedere all’articolo 43 “non sono pochi”. (Foto Ansa)

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