Legge Omnibus, le opposizioni in Consiglio: “Togliere norme intruse come quelle sugli staff”

Nessuna procedura d’urgenza per approdare in Aula subito e la trasformazione della legge in una vera variazione di bilancio senza norme estranee, cioè tutti gli articoli che non hanno a che fare con le risorse finanziarie, come quelle che riguardano il funzionamento degli staff e del segretario generale. Sono le armi che le opposizioni in Consiglio regionale mettono in campo, compatte, per poter procedere sull’iter della “Omnibus“. Non solo, il presidente Christian Solinas deve rispondere in Aula alla mozione presentata dieci giorni fa dalla minoranza sulla mancata spesa dei fondi stanziati nella omnibus dello scorso anno.

“La pregiudiziale è che senza un chiarimento sulla spesa passata non possiamo andare avanti – ha chiarito il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus -. La Omnibus dello scorso anno non è stata spesa e secondo Solinas la colpa è nostra”. Per Agus la Omnibus va “cancellata e trasformata in una variazione di bilancio di pochi articoli – ha chiarito – solo con norme finanziarie che liberino spesa e non finiscano in avanzo”. Per il presidente del gruppo del M5s, Roberto Li Gioi, l’unica strada è “tornare in commissione per asciugare intesto e trasformarlo in quello che deve essere, salvando solo le norme che hanno possibilità di risorse certe e spendibili nell’immediato”.

Nel pomeriggio nel palazzo di via Roma a Cagliari si sono susseguiti gli incontri per trovare la quadra sul cammino del disegno di legge della giunta che per potere avere i suoi effetti, con la effettiva spesa delle risorse in campo, deve essere approvata necessariamente entro il 30 novembre. Diplomazie al lavoro e rifiniture che hanno portato la maggioranza anche a rivedere al rialzo la dotazione finanziaria della norma (quella originaria era di 210 milioni): sarà aumentata di circa 120 milioni, arrivando così a oltre 330 mln di risorse subito disponibili. Il tesoretto extra, che arriva da una serie di avanzi di bilancio compresi alcuni fondi inizialmente destinati al Covid, sarà contenuto in un pacchetto di emendamenti che rivedranno completamente il testo della legge. Nel vertice in corso si cerca l’accordo per non perdere la possibilità di mettere a disposizione dei sardi 330 milioni di euro pubblici.

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