Il Qatar e il progetto sul metano. Pigliaru: “Nessun dossier sul tavolo”

Il Qatar sbarca a Olbia con il numero uno del suo Fondo sovrano da 350 miliardi di dollari di investimenti, Abdullah Mohammed Bin Saud Al Thani. Per parlare anche del progetto di un mega giacimento di gas naturale nel sottosuolo sardo? Ipotesi affascinante, ma per ora sembrerebbe solo un’ipotesi. “Non abbiamo nessun dossier sul tavolo, per ora non è un argomento in discussione”, sono state le dichiarazioni del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, affiancato nel vertice blindato di Olbia dall’assessore agli Enti locali, Cristiano Erriu e quello al Turismo, Francesco Morandi. Ma rumors intorno al vertice di poco più di un’ora con il numero uno di Qia, Qatar Investment Authority, confermano che il gas sia stato un argomento del confronto al più alto livello tra il Qatar e la Regione: si è parlato di energia e probabilmente Pigliaru vuole vederci chiaro su uno studio che accrediterebbe i fondali della Sardegna di risorse energetiche per oltre 300 anni.

Un giacimento di gas naturale liquido nel sottosuolo sardo

Pigliaru_Qatar2Al Thani non si è sbilanciato e conferma interessi del Qatar sulle risorse energetiche. Da tempo nella prospettiva della rivoluzione energetica dell’Isola, potenzialmente e strategicamente il più grande hub del Mediterraneo, è spuntato anche il Gnl (gas naturale liquefatto). La più grande risorsa del Qatar, la madre di tutti i guadagni, i cui proventi in trilioni di dollari vengono reinvestiti attraverso il Fondo Sovrano (Qatar Investment Authority) in tutto il globo. Ora si aggiungerebbe la notizia clamorosa di uno studio del Qatar che sarebbe nelle mani del presidente del Consiglio Matteo Renzi, secondo il quale in Sardegna esisterebbe una riserva enorme di gas naturale, tanto grande che potrebbe essere sfruttata per i prossimi trecento anni. “Voglio pensare che se il dossier sull’argomento non si trova sul tavolo della Regione, non sia neppure su quello del Governo”, taglia corto Pigliaru. Ma di gas ed energia nel vertice di oggi se ne è parlato.

Le indiscrezioni sullo studio del Qatar: ne sarebbero a conoscenza anche Cappellacci e Cabras

La notizia, anticipata dal quotidiano L’Unione Sarda, sarebbe in sé clamorosa e avrebbe delle implicazioni notevoli sul futuro non solo energetico della Sardegna. Si parla di un rapporto dettagliato sui siti e le potenzialità che sarebbe stato consegnato, nei mesi scorsi, al premier Matteo Renzi, il quale vorrebbe coinvolgere l’Eni, com’è accaduto in Basilicata. Qualche tempo dopo sarebbe stato avvertito il governatore sardo e fonti autorevoli assicurerebbero che l’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci sarebbe a conoscenza della notizia, al pari del presidente della Fondazione del Banco di Sardegna Antonello Cabras. Questi ultimi due sarebbero inclini a non ostacolare l’iniziativa e a favorire i lavori di estrazione del gas, solo a patto che la Sardegna possa ottenere la maggioranza delle royalties. La partita sembra destinata a essere governata dal Consiglio regionale, oltreché dalle amministrazioni locali interessate.

Il Qatar e la Sardegna: il business del gas naturale liquefatto

Cosa unisce la Sardegna al Qatar sul piano degli investimenti energetici? Lo spiegava qualche mese fa Chatura Poojari – responsabile di Business planning & controls di RasGas – appuntando la parola Sardegna sul suo taccuino. “Entro la fine dell’anno (2014, ndr) il ministero dello Sviluppo economico dovrebbe mettere a punto un piano strategico per lo sfruttamento del Gnl in Italia e nell’attesa di regole gli operatori si stanno già muovendo – spiegava la Poojari – in più, la Sardegna, unica regione non metanizzata d’Italia, dopo avere abbandonato il progetto Galsi di costruzione di un gasdotto dall’Algeria, sta cercando di ottenere dal governo centrale il supporto per costruire uno o più terminali di Gnl per alimentare le reti già costruite ma che sono in gran parte inutilizzate”.

Ecco il nuovo progetto di business. Dopo il turismo e la sanità, ora si passa al versante energetico. Il Qatar lo sa e sta studiando la situazione. Sono 29 gli stati al mondo che importano metano liquefatto e 26 di questi comprano dal Qatar. Un terzo di tutto il Gnl scambiato nel mondo viene da qui. Una leadership che dura dal 2006. Il Qatar ha circa 25mila miliardi di metri cubi di riserve di gas, pari a 360 anni di consumi italiani. Il triplo delle riserve degli Stati Uniti, con tutta la loro rivoluzione del gas di scisto (shale gas). Ma il gas naturale liquefatto va stoccato e uno o due impianti in Sardegna sarebbero ideali per le rotte del Gnl del Qatar che raggiungono il Nord Europa, in primo luogo la Norvegia. Per questo, in attesa del Piano di sfruttamento del Gnl in Italia in fase di predisposizione dal ministero dello Sviluppo economico, il Qatar si prepara a sbarcare nell’Isola anche con il suo business principe: il gas. L’esistenza di un giacimento naturale in Sardegna cambierebbe le prospettive e aprirebbe scenari clamorosi per lo sviluppo energetico dell’Isola. In attesa di conferme ufficiali, però, si tratta solo di ipotesi.

 

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