Gemma Azuni a Ignazio Marino: “E adesso assieme per mandare a casa Alemanno”

Non ha vinto (e questo rientrava nelle previsioni) ma ha ottenuto un buon successo personale classificandosi al quarto posto, prima degli altri due outsider e non molto lontano dal terzo classificato, Paolo Gentiloni, un ex ministro che in più aveva il sostegno di Walter Veltroni e Matteo Renzi.

Comunque Gemma Azuni, la donna sarda candidata alle primarie del centrosinistra per la designazione del candidato sindaco di Roma (vedi l’intervista di Maria Giovanna Fossati), non ha perso tempo in festeggiamenti e si è subito recata nel comitato elettorale del vincitore, il senatore del Pd Ignazio Marino, per fargli i complimenti e assicurare il suo sostegno per le elezioni vere: “Da domani tutti insieme per mandare a casa Alemanno”. E’ quanto ha postato nella sua pagina Facebook, assieme alla foto che la ritrae con Marino.

La partecipazione alle primarie per il candidato sindaco della Capitale è stata alta, superiore alle previsioni. Si riteneva che il clima politico pesante e incerto e il sentimento di frustrazione che si è diffuso tra gli elettori del centrosinistra dopo la “vittoria non-vittoria” avrebbero tenuto una parte rilevante degli elettori lontana dalle urne. Invece i votanti sono stati – nei 223 seggi della Capitale – oltre centomila. Netto il successo di Marino, che si è attestato attorno al 50 per cento dei voti.

Al di sotto delle aspettative il risultato di David Sassoli (parlamentare europeo e già vicedirettore de Tg1) che si è attestato attorno al 25 per cento e di Paolo Gentiloni (tra l’8 e il 12 per cento). Gemma Azuni (iscritta a Sel ma non sostenuta dal suo partito, che ha dato l’indicazioone di votare Marino) ha ottenuto una percentuale tra il 3 e il 6 per cento, superando l’unica altra donna candidata, Patrizia  Prestipino del Pd (tra il 2 e il 4 pr cento) e il giovane socialista Mattia Di Tommaso (tra l’1 e il 3 per cento).

Ignazio Marino il 26 e il 27 maggio sfiderà il sindaco uscente Gianni Alemanno, l’imprenditore Alfio Marchini, l’indipendente di sinistra Sandro Medici e l’esponente del Movimento 5 Stelle Marcello De Vito.

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