Gelo tra i sindaci e l’assessore Nieddu. L’emergenza sanitaria diventa scontro

Rischia di trasformarsi in uno scontro politico la situazione dei contagi nei paesi della Sardegna. Uno scambio di battute al vetriolo che ha come protagonisti l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu e i sindaci che non hanno gradito l’uscita dell’esponente della Giunta sull’opportunità di non creare allarmismo e piuttosto vigilare sul rispetto delle regole. Una scintilla che ha innescato diverse reazioni e una diatriba all’interno della quale si è inserita anche l’opposizione del Consiglio regionale. Il risultato è che molti primi cittadini stanno procedendo autonomamente ad assumere decisioni su restrizioni per cercare di contenere il diffondersi dei contagi che, in alcuni centri dell’Isola, stanno assumendo proporzioni preoccupanti. Ci sono diversi paesi che stanno rivivendo lo spettro del lockdown, anche se in maniera meno drastica rispetto a marzo scorso, con la chiusura delle scuole e delle attività commerciali, assumendosi la responsabilità della decisione.

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Ed è proprio su questo aspetto che il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, si è soffermato nella sua risposta al titolare della Sanità dopo che quest’ultimo ha dichiarato che “sarebbe bene che i sindaci smettessero di creare allarme perché il sistema sanitario, lo ha dimostrato prima e lo sta dimostrando adesso, è in grado di reggere perfettamente l’urto della pandemia e anziché creare allarme, facciano il proprio lavoro e vigilino sulle proprie comunità, alcuni in questo periodo non l’hanno fatto”. Deiana ha sottolineato la necessità di chiarire le competenze: “Abbiamo posto la necessità che non siano i sindaci a imporre dei lockdown locali come sta avvenendo a Orune, Gavoi, Seui e Aidomaggiore ma che ci sia una strategia condivisa poiché il virus non ha confini – spiega il presidente dell’Anci – se non si ragiona con Bitti, Nule e altre comunità il lockdown di Orune rischia di essere fine a se stesso e lo stesso vale per Gavoi perché bisogna ragionare con Ollolai, Lodine e Fonni se si vuole essere efficaci sul livello territoriale”.

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Deiana, inoltre, non risparmia qualche frecciata all’assessore, evidenziandone “un malcelato nervosismo” e ricordando che “nei durissimi giorni del lockdown, i sindaci sardi e Anci Sardegna non hanno fatto mancare la collaborazione per limitare il propagarsi della pandemia visto che hanno attuato non a parole ma con i fatti il principio della leale collaborazione fra istituzioni sia nell’affrontare la crisi sanitaria che quella economica e sociale”. La levata di scudi arriva anche dal centrosinistra che fa quadrato attorno ai sindaci e punta il dito contro l’esponente della Giunta: “L’assessore continua a negare l’evidenza, affidare la gestione dell’emergenza al caos e fomentare diversivi mediatici per evitare di discutere dei problemi delle possibili soluzioni, oltre a scaricare le responsabilità sugli altri – spiega il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus – se il nostro sistema è in grado di reggere, perché gli ospedali stanno arrancando come mai accaduto prima d’ora?”. Duro anche il segretario del Pd, Emanuele Cani: “L’assessore farebbe bene a occuparsi dei problemi delle strutture sanitarie, senza attaccare in maniera gratuita i sindaci che, in questa fase e con grande senso di responsabilità, stanno affrontando una situazione drammatica senza il supporto della Regione”.

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