Deiana in pole per l’Autorità portuale. E il rimpasto della Giunta si avvicina

Una causa di forza maggiore rischia di accelerare il rimpasto della Giunta: Massimo Deiana, titolare dei Trasporti, è in pole per guidare l’Autorità portuale sarda.

Il rimpasto della Giunta regionale si avvicina di nuovo. Ma stavolta per una causa di forza maggiore. Tutto ruota intorno alla riforma delle Autorità portuali che in Italia scenderanno da ventiquattro a quindici e per le quali il ministro Graziano Delrio ha selezionato un blocco di trentasette super esperti. Tra loro c’è Massimo Deiana, il titolare dei Trasporti nell’Esecutivo sardo, in pole per andare a presiedere la nuova Autorità di sistema portuale Mar di Sardegna. Sarà l’unica di tutta l’isola, avrà sede nel capoluogo e comprenderà gli scali di Cagliari, Foxi-Sarroch, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme e Santa Teresa di Gallura (solo la banchina commerciale).

Delrio dovrebbe ufficializzare le nomine la settimana prossima. Anche perché la manifestazione di interesse si è chiusa il 4 settembre scorso e il lavoro grosso, di scrematura, è stato fatto. Deiana e gli altri trentasei candidati sono stati selezioni da una lista di 334 candidati: tutti, adesso, hanno un quaranta per cento di possibilità di guidare una delle nuove Autorità di sistema portuale.

Il presidente Francesco Pigliaru è in contatto con Delrio. Sui tempi, insomma, è informato, anche perché le nomine avverranno d’intesa con le Regioni. Da qui la possibilità che la staffetta di assessori conosca un’improvvisa accelerata, visto che non è politicamente ipotizzabile la sostituzione del solo Deiana.

Da ambienti dem filtra che sul tema Pigliaru ha già avuto un primo colloquio con Gianni Dal Moro, il garante del Pd sardo, il primo partito della coalizione. Sull’incontro non trapela nulla. Dal Moro, contattato da Sardinia Post, si è limitato a dire che parlerà solo a margine dell’assemblea convocata a Oristano il 7 novembre. In quell’occasione verrà scelto il gruppo di ristretto che affiancherà il garante sino al congresso del 26 febbraio 2017. Ci sarà un delegato per ogni corrente interna. E presumibilmente sarà questo il direttorio che affronterà con Pigliaru la questione del rimpasto.

Con Deiana all’Autorità portuale, nella Giunta regionale si libera la casella Pd della quota Cabras che punta a spostarsi all’Agricoltura. Questo nel caso in cui l’assessore lo faccia Antonio Solinas, il consigliere regionale di Oristano che, eventualmente, avrà l’obbligo di dimettersi dall’Assemblea. Anche perché sul doppio incarico ha messo il veto prima di tutto Pigliaru.

Sempre nel Pd resta in piedi la richiesta dei renziani, corrente finora esclusa dalla Giunta. I fedelissimi del premier hanno un loro candidato, Pier Luigi Caria, commercialista di Olbia ed ex consigliere regionale. Per la quota Soru si ipotizza una staffetta tra Gianmario Demuro e Barbara Argiolas, con un passaggio dalle Riforme al Turismo. Vero che tra i soriani vorrebbe fare l’assessore anche Luigi Lotto, attuale componente dell’Assemblea, ma è difficile che il sassarese la possa spuntare.

Blindatissima invece Virginia Mura, altra dem della Giunta, quota ex Ds-Lega coop, titolare del Lavoro indicata nel 2014 da Ignazio Angioni: sulla riconferma della Mura il senatore leader dell’ex minoranza congressuale è alle prese con qualche malumore interno alla corrente (leggi qui), ma non sembra disposto a cambiare idea. Nessuna problema, invece, per Cristiano Erriu che dentro il gruppo dem di Paolo Fadda non ha rivali e dovrebbe conservare l’Urbanistica e gli Enti locali.

Coi renziani in Giunta, il Pd avrebbe cinque assessori, anziché gli attuali quattro. Ciò presuppone che la casella venga  tolta a uno dei partiti più piccoli del centrosinistra. Come il Centro Democratico che in Consiglio regionale è rappresentato solo da Anna Maria Busia, dopo l’ingresso di Roberto Desini nel Partito dei Sardi. Il Cd perderebbe il Turismo e le Attività produttive, in mano a Francesco Morandi.

Questa soluzione è l’unica possibile se si guarda ai risultati elettorali del 2014, quando Pigliaru vinse prendendo più voti rispetto alla coalizione (312.982 contro 289.573). Quindi nessun partito può chiedere che sia Pigliaru a cedere assessorati. E nell’Esecutivo il governatore ne ha tre, con Raffaele Paci (Programmazione), Luigi Arru (Sanità) e Donatella Spano (Ambiente), considerati tutti intoccabili.

Resta poi da capire che intenzioni abbia il PdS di Paolo Maninchedda che in Consiglio ha quattro scranni e potrebbe alzare il prezzo sollecitando un secondo assessorato dopo i Lavori pubblici in mano allo stesso Maninchedda. Se così fosse, la casella in Giunta, stavolta, la perderebbero o i RossoMori o l’Upc che hanno due scranni a testa e guidano rispettivamente l’Agricoltura con Elisabetta Falchi e l’Industria con Maria Grazia Piras.

Questione a parte Sel che ha quattro consiglieri e in Giunta è rappresentata da Claudia Firino, titolare di Pubblica istruzione e Cultura. L’ipotesi può probabile è che la Firino esca dall’Esecutivo, Sel cambi delega ma resti sempre con un solo assessorato, per via dell’importante presidenza della Sfirs ottenuta di recente con Paolo Sestu, su proposta del senatore Luciano Uras.

Come al solito sono equilibri delicatissimi quelli che deve gestire Pigliaru. Il quale con Deiana all’Autorità portuale ha l’occasione per chiudere un rimpasto di cui si parla da mesi e mesi. Vero che adesso c’è il referendum costituzionale. Ma se anche dovesse vincere il No, gli assetti nel Pd sardo non cambierebbero, visto che nessuna corrente interna è schierata contro il premier Matteo Renzi e avrebbe quindi da guadagnare da una sua eventuale sconfitta. Non solo: se Pigliaru dovesse rinviare ancora la staffetta di assessori, rischia di farla slittare a metà del 2017. Perché a febbraio ci sono altri appuntamenti: il Pd va a congresso, mentre in Consiglio regionale comincia l’esame della Finanziaria che non si concluderà prima di marzo-aprile. A quel punto sarebbero tre anni e due mesi di legislatura: un giro di boa abbondantemente superato.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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