Agricoltura, il voto di Coldiretti: “L’assessora prende 6 meno meno”

“Il mio voto all’assessora è sei meno meno”. Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, non dà la sufficienza piena a Gabriella Murgia che da marzo 2029 guida l’Agricoltura nell’Isola, scelta in persona dal presidente Christian Solinas. La pagella alla politica rientra in un complessivo esame sull’azione della Giunta. In quest’ottica, adesso che sta finendo il 2021, Sardinia Post ha chiesto i voti a figure importanti della società sarda, ma anche a sindacalista e rappresentanti delle associazioni di categoria.

Saba spiega intanto quel doppio meno. E dice: “Non si può dare il voto disgiungendo l’attività dell’assessora con quella della struttura. Che è all’osso, mancano personale e dirigenti, e questo impedisce di portare avanti quel processo di miglioramento degli enti agricoli che invece è necessario”.

Il direttore di Coldiretti sottolinea: “Non basta la buona volontà di un’assessora” che “in questi tre anni ha dimostrato enorme impegno”, sebbene paghi lo scotto di “non appartenere al mondo agricolo“, di non essere “un tecnico del settore” e ciò “rallenta una macchina amministrativa che va già a singhiozzi“. Il sei meno meno dato alla Murgia è una “valutazione complessiva”, ribadisce il direttore, “un giudizio che può senz’altro migliorare se “con urgenza l’assessora e gli uffici cominciano a lavorare sulle priorità”.

Saba reclama intanto “un cruscotto di conoscenza sul sistema agropastorale in Sardegna. Al momento manca. Non esiste in Sardegna una fotografia dettagliata sulla produzione, non c’è un osservatorio che monitorizzi il comparto tanto da punto di vista numerico quanto sotto il profilo finanziaria. Non conosciamo il valore dell’agricoltura e quello della pastorizia”.

Per il direttore di Coldiretti è poi necessario “sburocratizzare il settore. Il peso dei processi farraginosi della pubblica amministrazione è ancora troppo schiacciante. C’è una difficoltà oggettiva ad accedere ai servizi, si fatica ancora troppo a prendere i treni comunitari nei tempi giusti. Da parte della Regione sulla programmazione europea c’è anche un ritardo di tre-quattro anni“. Per Saba si tratta di “elementi essenziali per migliorare il comparto e per lavorare alla sua crescita. Elementi che da un lato favorirebbero la programmazione e dall’altro la renderebbero efficace”.

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