Fondazione di Sardegna, il dg Mannoni: “Col Bando scuola investiamo per il futuro”

Elementari, Medie e Superiori. Dal 2017, attraverso il Bando Scuola, guarda anche lì la Fondazione di Sardegna perché “la tecnologia non è più un plus valore, ma lo strumento indispensabile che deve permettere anche ai giovanissimi l’esercizio della cittadinanza digitale da convertire, col tempo, in chiave di accesso al mondo del lavoro”. A parlare è il direttore generale Carlo Mannoni, chiamato a fare un bilancio sulle sei primavere di contributi. Il Dg lo fa contestualmente all’apertura delle domande per l’anno scolastico 2022/2023 con altri due milioni di euro messi a correre.

Sino al 2017, l’istruzione di primo e secondo grado non è stata il terreno privilegiato della Fondazione di Sardegna che, tradizionalmente, sosteneva con maggiore impegno l’Università e la Ricerca, così come il mondo della Cultura e il Volontariato, sebbene non siano mai mancate le risorse per i singoli istituti. Poi la decisione di scommettere sulla conoscenza partendo dalle fondamenta della scuola, specie in una regione come la Sardegna dove abbandoni e rinunce allo studio valgono in triste primato nazionale.

Nell’ultimo anno, “la Fondazione di Sardegna ha permesso a 280 istituti di investire in tecnologia, innovazione e formazione per un totale di otto milioni di euro erogati dal 2017 a oggi”, spiega ancora il direttore generale. Una progressione costante che nemmeno il Covid ha fermato. “Al primo bando furono duecento le scuole beneficiarie – sottolinea Mannoni -. Se ci voltiamo indietro, vediamo una partecipazione andata in crescendo e che non ha registrato né limiti né vincoli geografici: al bando della Fondazione di Sardegna partecipano tanto le pluriclassi dei piccoli Comuni isolani quanto gli istituti delle aree metropolitane”.

Il successo dell’iniziativa, a mettere sotto la lente la progressione, poggia sulla capacità della Fondazione di modulare l’accesso ai finanziamenti attraverso una formula che da un lato spinge le scuole a programmare e dall’altro le sta portando a sperimentare sinergie fondate sul diritto all’istruzione e sul suo potenziamento. “Nei primi anni – dice ancora il Dg – gli istituti tendevano a partecipare da soli. Oggi rispetto alle 280 scuole che hanno chiesto e ottenuto il nostro supporto, il 30 per cento si presenta con progetti collettivi, anche in collaborazione con enti locali ed enti del Terzo Settore”.

il Dg Carlo Mannoni

Il valore minimo di ogni iniziativa deve raggiungere i 5mila euro. “La Fondazione di Sardegna – precisa Mannoni – eroga sino a un massimo di 20mila euro. Di certo le forme aggregate di partecipazione permettono di ridurre i costi fissi di gestione”. Il che significa maggiore disponibilità di risorse per nuove iniziative. Anche se in questi sei anni non è mai stato lasciato indietro nessuno. Anzi. “Siamo partiti, nel 2017, con uno stanziamento di poco meno di un milione e trecentomila euro e siamo arrivati, nel 2021-2022, a due milioni di euro iniziali, poi incrementati a due e mezzo. Uno sforzo che siamo disposti a fare volentieri anche quest’anno”.

Dietro il bando c’è una cabina di regia a cui la Fondazione di Sardegna ha dato forma facendo leva pure su “un’interlocuzione positiva con la Direzione scolastica regionale”. Tanto che oggi la scadenza per la presentazione delle domande “è fissata al 31 ottobre, in modo da garantire agli istituti il tempo per coordinarsi e quindi costruire le sinergie”.

Sempre nell’ottica di massimizzare gli effetti del sostegno finanziario, il tema dell’accesso ai contributi “è libero – sottolinea ancora Mannoni -. Limitare la capacità della scuola di disegnare la propria strada sarebbe un controsenso rispetto allo spirito del bando stesso che offre alle scuole sarde l’occasione della sperimentazione. La libertà di espressione è un tassello del mosaico”.

Non a caso, sul 2021-2022 i FabLab, cioè le piccole officine di fabbricazione digitale, sono pensati per creare quelle connessioni prima conoscitive e poi pratiche su cui si fondano il dating e il coding, competenze su cui bisogna puntare sia oggi che in futuro secondo il Dg della Fondazione di Sardegna. “Andiamo avanti con determinazione perché l’entusiasmo sino a oggi dimostrato dalle scuole è la prima risorsa da tutelare e preservare in questo percorso di conoscenza, crescita e sviluppo della creatività digitale”.

Grazie alla Fondazione di Sardegna, anche nell’anno più nero della pandemia, il 2020, con la didattica a distanza da marzo a giugno, “le scuole hanno potuto investire in strumentazione, dai tablet ai pc, garantendo la Dad agli studenti di ogni ordine e grado”, dice ancora Mannoni. 

Altro tema a cui la didattica sarda si è legata a doppio filo, è stata “l’imprenditorialità, intesa anche come capacità manageriale – precisa Mannoni -. Non meno importanti i progetti sulla sostenibilità ambientale, versante su cui le giovani generazioni hanno una sensibilità innata che, attraverso i progetti del Bando Scuola, viene trasformata in conoscenza vera e propria”. Non manca l’impegno sui temi tecnico-scientifici, sempre con l’innovazione a fare da chiave interpretativa.

Dal 2017 a oggi, il segno più tangibile, sotto il profilo sociologico, è la nascita di una comunità studentesca che si sta attrezzando per essere competitiva. Mannoni la sintetizza così: “La Fondazione investe nella creazione di cultura diretta al futuro”.

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