Spese natalizie, giocattoli al primo posto. Alimenti e bevande fuori dalla top ten

Il Natale è soprattutto la festa di bambine e bambini: un concetto confermato anche dalla top ten degli acquisti fatti durante il periodo pre festivo in cui sono i giocattoli a ottenere il primato con un incremento stimato di spesa del 68,6 per cento. L’analisi è stata condotta dall’Unione nazionale dei consumatori, attraverso una rielaborazione dei dati Istat sulle vendite al dettaglio.

Lo studio quindi analizza, per ogni gruppo di prodotti, l’aumento delle vendite, stilando la classifica di quelli che segnano il maggior incremento di spesa, non in euro o in valore assoluto, ma in termini percentuali rispetto alle vendite dei mesi precedenti.

Dietro i giocattoli ci sono i prodotti per la cura della persona, come profumi, dopobarba, cosmetici, creme viso-corpo, trousse e trucchi. Si tratta di un regalo decisamente gettonato, soprattutto quando l’indecisione prende il sopravvento che avrà un aumento di acquisto pari al 53,8 per cento. In questa categoria non rientrano i giochi elettronici.

Terzo gradino del podio è occupato dagli elettrodomestici: in questa categoria rientrano televisori, macchine da caffè elettriche, tostapane, rasoi elettrici, aspirapolveri, radiosveglie e videocamere. In questo settore, l’incremento stimato di spesa arriva al 48,6 per cento.

Posizione di tutto rispetto anche per i generi casalinghi (utensili da cucina, cristalleria da tavola, porcellane, ceramiche e vasellame) seguito dai prodotti di cartoleria come libri, calendari, penne, agende, cartoline, ambito questo in cui ‘pescano’ le aziende per distribuire pensierini e clienti o dipendenti.

Seguono le dotazioni per l’informatica, la telefonia e le telecomunicazioni (cellulari, cordless, computer, tablet, E-book reader, mobili per computer, stampanti, giochi elettronici), in settima posizione le calzature, articoli in pelle e da viaggio (anche valige, borse, portafogli, cinture in pelle) e, in ottava posizione, abbigliamento e pellicce (anche guanti e cinture non in pelle, cravatte).

Queste ultime due voci sono in netto miglioramento rispetto agli anni pre-pandemia. Nel 2019, ad esempio, l’abbigliamento era in nona posizione, con una crescita delle vendite del 26,8 per cento, contro il più 35,7 di quest’anno, mentre le calzature erano addirittura fuori dai primi dieci posti, precisamente in undicesima posizione, con un rialzo del 16,2 per cento contro il più 37,4 di oggi.

In nona posizione c’è la categoria ‘altri prodotti’(gioielli, orologi, cornici, oggetti d’oro o argento, fiori e piante) mentre all’ultimo gradino della classifica ‘foto-ottica e strumenti musicali’ (macchine fotografiche, binocoli, microscopi, telescopi).

Rimangono fuori dai primi dieci posti gli alimentari e le bevande: questa voce include sia l’aumento di spesa che si verifica per il pranzo di Natale sia i regali a base di cibo, come panettoni, pandori, dolciumi, spumanti. L’incremento minore rispetto alle altre divisioni dipende anche dal fatto che la spesa alimentare è consistente durante tutto l’anno, a differenza di prodotti più specificatamente natalizi come i giocattoli. Al dodicesimo posto, mobili, articoli tessili e di arredamento per la casa (articoli per l’illuminazione, quadri, tovaglie, centri tavola).

“La nostra è una classifica dei regali che vengono normalmente fatti, sulla base dei rialzi percentuali delle loro vendite, non una graduatoria dei più graditi. Non sappiamo, quindi, se ricevere il classico profumo o dopobarba, piuttosto che un libro, al quinto posto, sia poi effettivamente apprezzato da chi lo riceve. Quello che è sicuro è che sono molto donati, in alcuni casi anche perché sono regali facile da fare con prezzi accessibili per tutte le tasche. Rispetto al primo posto in classifica, i bambini, come è giusto che sia, restano i protagonisti del Natale” afferma Monica Satolli coordinatrice regionale  dell’Unione Nazionale Consumatori. (M. S.)

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