La riapertura immediata del “Tavolo verde” fermo ormai da anni. È la richiesta di Cia Sardegna, oggi in sit-in con un centinaio di manifestanti sotto il palazzo del Consiglio regionale per sensibilizzare la politica sui “problemi veri” dell’agricoltura. “Vogliamo che ricominci la concertazione attorno alle questioni più spinose – spiega all’Ansa il presidente regionale Francesco Erbì – il tavolo è lo strumento che la politica regionale e le rappresentanze del mondo agricolo hanno per attivare un confronto”. In particolare, aggiunge, “sulle politiche agricole comunitarie che sono in dirittura d’arrivo: entro il 30 dicembre il governo nazionale presenterà il piano strategico nazionale dove dovrebbero trovare spazio anche gli orientamenti della Regione Sardegna“. Erbì ricorda che “la Regione avrebbe dovuto già definirli attraverso un confronto pubblico con i portatori di interesse, poi sarebbe dovuto seguire un confronto tecnico e infine una riunione per fare sintesi e rielaborare sotto forma di progetto strategico da presentare allo Stato”. Ebbene, “tutto questo non è avvenuto“.
Nemmeno gli stanziamenti inseriti nella legge Omnibus soddisfano Cia Sardegna. “Se consideriamo gli incendi – osserva il presidente – non si può pensare di intervenire sul risarcimento danni senza capire che la questione vera da risolvere è la gestione del territorio, la sua infrastrutturazione, la sua salvaguardia”. E allora, “serve un piano regionale importante che preveda il risarcimento del danno ma anche e soprattutto azioni atte a scoraggiare i roghi. Un piano forestale regionale che non riguardi solo l’ente foreste ma anche le aree private perché l’Isola ha 1,2 milioni di ettari di aree forestali, un patrimonio naturalistico con 2.700 specie, una delle comunità biovegetali più importanti d’Europa”.