Sindaci in Aula, Zedda: “I veri avversari dei sardi sono le norme troppo vecchie”

“Per il futuro penso a una discontinuità riguardo al passato, ma non rispetto a una Giunta o un’altra, bensì agli ultimi quarant’anni di governo della Regione”. Così Massimo Zedda, pronto a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni di febbraio, intervenendo alla riunione congiunta di Cal (Autonomie locali) e Consiglio regionale, convocata nella massima assemblea sarda alla vigila dell’esame della Finanziaria 2019.

“È impensabile – ha detto il sindaco di Cagliari – che si operi con la legge 1 sull’amministrazione della Regione, datata 1977, ovvero ha un anno in meno di me. È impensabile operare con lo sguardo rivolto al futuro con norme pensate quarantadue anni fa. Lo sguardo non va rivolto all’avversario politico ma alle norme, spesso i veri avversari veri perché non adeguate all’attualità” , ha spiegato. Secondo Zedda, “lo sviluppo può ripartire da un nuovo rapporto tra Enti locali e Regione con un approccio che guardi alle tante iniziative che nelle nostre comunità stanno generando posti di lavoro”. Tutti gli indicatori, ha fatto notare il primo cittadino, registrano che “uno dei limiti di crescita anche in realtà più grandi come Cagliari, Sassari, Alghero, Nuoro, è strettamente connesso al mancato sviluppo delle zone interne dei piccoli Comuni”. Quindi, ha sottolineato Zedda, “aiutare i piccoli significa aiutare i più grandi”.

L’intervento di Zedda è stata preceduto da quello di Andrea Soddu, primo cittadino a Nuoro, presidente del Cal. “Il prossimo Consiglio della Sardegna – ha detto – dovrà affrontare una sfida: promuovere la riforma della Regione che ancora non è stata attuata. Significa fare sì che dimagrisca a livello di competenze e funzioni. Chiunque governerà la nostra Isola – ha proseguito Soddu – avrà questo obiettivo da raggiungere assieme a quello di una nuova riforma degli enti locali”. Soddu ha evidenziato anche un altro aspetto che riguarda le indennità economiche di sindaci e amministratori dei piccoli Comuni: “Secondo me sono antidemocratiche, perché non permettono di svolgere bene il ruolo a cui si è chiamati. In Sardegna – ha ricordato Soddu – cinque Comuni sono amministrati da un commissario”. Il primo cittadino di Nuoro ha poi detto che “in questi cinque anni Giunta e Consiglio hanno posto in essere strumenti migliorativi: penso al Reis (reddito di inclusione sociale), ai 50 milioni per i debiti fuori bilancio dei Comuni, alla programmazione territoriale”.

Un bilancio – sulle misure approvate dall’Aula a favore dei Comuni e più in generale sulla legislatura – è stato tracciato anche dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, in apertura dei lavori. “Rispetto alla progressiva diminuzione dei trasferimenti statali agli enti locali, Consiglio e Giunta hanno mantenuto il Fondo unico, attivato politiche per i più deboli come Reis e LavoRas (il piano straordinario per il lavoro), ammodernato le scuole, agito per l’eradicazione della peste suina e promosso l’estensione della banda larga”. Unica pecca per Ganau è stata “la mancata volontà di delegare maggiori poteri al Cal, magari prevedendo una nuova audizione in caso di parere contrario al provvedimento legislativo in esame (la Finanziaria 2019), per cui è richiesto il parere obbligatorio”. Questo, ha auspicato Ganau, “ritengo sia l’unico obiettivo da raggiungere per migliorare il rapporto tra organo legislativo ed Enti locali e favorire così la piena e leale collaborazione”.

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