Sono in totale più di 76mila lavoratori quelli coinvolti nel rinnovo di tutte le sezioni del contratto collettivo nazionale del settore marittimo, sottoscritto a Roma da Confitarma, Assarmatori, Assorimorchiatori e Federimorchiatori con Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e che sarà valido fino al 2023. Un contratto unico che, sul piano salariale, coniuga le attese dei lavoratori del settore – interessati alla determinazione di incrementi tali da far recuperare ai salari un adeguato potere d’acquisto – e lo stato di difficoltà delle imprese armatoriali, gravemente colpite dalla pandemia ma fiduciose in una ripresa a medio termine. Sul piano normativo le parti hanno proseguito il percorso di sfoltimento e semplificazione di un articolato che nel tempo si era appesantito per sedimentazione di contrattazioni successive. È stato, tuttavia, mantenuto un canale negoziale per dirimere i temi che le condizioni generali non hanno permesso di risolvere in questa tornata contrattuale. Stefano Messina, presidente di Assarmatori, ha espresso il suo più vivo compiacimento per il risultato raggiunto che testimonia lo spirito costruttivo che da sempre caratterizza i rapporti con le organizzazioni sindacali. “Abbiamo attraversato anche momenti di forte tensione – ha affermato – dovuti a un periodo di crisi senza precedenti sul piano economico, ma più complessivamente sul piano sociale, e siamo riusciti a superarli grazie al forte senso di responsabilità delle parti. L’aspetto economico, però, non è l’unico segnale di svolta di questa intesa tra imprese e i sindacati. Per la prima volta, infatti, il settore del lavoro marittimo sarà regolato da un unico contratto, a conferma di un’unità sostanziale del mondo armatoriale di fronte alle sfide fondamentali per il settore marittimo e per l’economia nazionale”.
Mario Mattioli, presidente di Confitarma, ha sottolineato come il rinnovo del contratto, nelle attuali condizioni di gravissima difficoltà per la massima parte delle imprese armatoriali, rappresenti una sfida per tutto un settore che decide di investire sul proprio futuro nella convinzione di essere un segmento strategico dello sviluppo del Paese. “Una trattativa lunga e complessa, non priva di asperità, ma sempre svolta con grande rispetto delle posizioni di ciascuna parte. La delegazione armatoriale e in particolare Angelo D’Amato, presidente della Commissione relazioni industriali e risorse umane di Confitarma, ha saputo gestire con straordinario equilibrio momenti molto difficili e di grande tensione. L’avviso comune condiviso con le organizzazioni sindacali, contenente alcune importanti proposte per il Governo, è la dimostrazione di relazioni industriali mature e responsabili. Se tali proposte verranno prese in considerazione, potranno dare nuovo e ulteriore slancio all’occupazione marittima italiana”. Il nuovo testo contrattuale sarà applicato anche al personale navigante e amministrativo delle Società, ora associate ad Assarmatori, che finora sono state destinatarie della contrattazione collettiva stipulata da Fedarlinea, associazione che in passato rappresentava l’armamento pubblico.