Nel decreto spunta la continuità sarda: sarà affidata ad Alitalia per cinque anni

Dopo un anno difficile per i collegamenti tra Isola e Continente, il 3 maggio scorso era scattata la proroga: il regime di continuità territoriale aerea da e per la Sardegna, in scadenza il 24 ottobre prossimo, andrà avanti sino al dicembre 2020 e sarà gestita da Alitalia dopo l’abbandono di Air Italy, ora in liquidazione. Nel frattempo la Regione si mette al lavoro sul prossimo bando, confrontandosi con l’Unione europea sulla legittimità delle norme, per individuare la compagnia cui affidarsi: sei le rotte interessate: Cagliari-Roma, Cagliari-Milano, Olbia-Roma, Olbia-Milano, Alghero-Roma, Alghero-Milano. Poi spunta il decreto ‘Rilancio’ del Governo, approvato pochi giorni fa, e arriva la sorpresa.

Oltre al miliardo e mezzo di euro alla scuola, altrettanti all’università, ai tre per la sanità, ce ne sono altri tre per salvare Alitalia. La norma istituisce un fondo di 3 miliardi di euro per il 2020: una dote equivalente in pratica all’intero fatturato 2019 di Alitalia e finalizzata alla costituzione della newco della futura Alitalia, Alitalia Tai. La nuova compagnia sarà interamente controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze o da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta. “Il ministero dell’Economia e delle Finanze – si legge nel decreto – è autorizzato a partecipare al capitale sociale e a rafforzare la dotazione patrimoniale della società con un apporto complessivo di tre miliardi di euro, da sottoscrivere nell’anno 2020 e versare anche in più fasi e per successivi aumenti di capitale o della dotazione patrimoniale, anche tramite società a prevalente partecipazione pubblica”.

E non solo. La nuova Alitalia viene blindata per i contratti di continuità territoriale per la Sardegna e la Sicilia per cinque anni: “Per lo svolgimento delle attività afferenti a servizi pubblici essenziali di rilevanza sociale, e nell’ottica della continuità territoriale, la società stipulerà un contratto di servizio di durata quinquennale con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e dell’Economia”.

Il Governo spiega l’intervento in Alitalia presentandolo come strategico per il turismo, ma immediate si sono sollevate le reazioni. Molti dei critici citano dati dell’Enac che mostrano come – con i 26 milioni di passeggeri di Ryanair e i 15 di Easyjet – siano le compagnie anglosassoni ad avere il primato di principale vettore negli aeroporti italiani. Alitalia si ferma a 9,8 milioni di passeggeri trasportati da e per l’Italia, una quota che vale l’8 per cento del volume totale, appena davanti alla spagnola Vueling (5 milioni).

In Sardegna è il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, presidente della Commissione Insularità, a scagliarsi contro la decisione: “Il decreto Rilancio accentuerà l’isolamento dei sardi, porterà a forti aumenti del costo dei biglietti, e spingerà i turisti verso altre mete – sostiene -. Tutto senza che sia stato previsto il benché minimo coinvolgimento della Sardegna, nemmeno sotto forma di consultazione. Se il testo non cambia, deciderà tutto lo Stato. Dalle tariffe dei residenti alla probabile liberalizzazione delle tariffe dei non residenti (che avrà un impatto fortissimo sulle presenze nel periodo estivo), passando per le frequenze”. (mar.pi.)

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