Natale amaro per i 190 ex del Sigma: sit-in per il lavoro che non c’è più

Sulle loro tavole non mancheranno il panettone e lo spumante. Ma per i 190 dipendenti del Cedi Sigma sarà un 25 dicembre difficile da digerire: sarà un Natale senza lavoro. La lettera di licenziamento è arrivata nel mese di luglio, dopo il fallimento delle trattative tra i sindacati e il Consorzio Europa Sigma Italia che sembrava intenzionata a rilevare l’azienda che si occupa di distribuire generi alimentari ai supermercati in tutta l’Isola.

Tutti uniti per la trattativa (fallita). I lavoratori avevano accettato anche di tagliarsi lo stipendio del 20 per cento, con un risparmio aziendale di circa 300 euro per ogni assunto. E anche gli scatti di anzianità venivano tutti azzerati dall’impresa subentrante. La trattativa tuttavia si è interrotta quando è stato toccato lo scottante tema dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Da quel momento per i dipendenti del deposito di Codrongianos – nel Sassarese, a pochi passi dalla statale 131 – è stata chiusa ogni alternativa: hanno dovuto dire addio al lavoro. “Ci avevano offerto un contratto del tipo prendere o lasciare – spiega Emiliano Contini, rappresentante sindacale della Cgil, anche lui licenziato in tronco -. Ma noi non potevamo accettare. Oltre a prevedere il posto di lavoro per soli 40 addetti su 190, si dava la possibilità all’azienda di scegliersi cinque lavoratori sui 40 assunti. Nel momento in cui abbiamo detto di no siamo stati mandati a casa”. Un licenziamento di massa che ha rovinato gli equilibri di economie già molto fragili: la maggior parte dei lavoratori ha una famiglia da mantenere e quel lavoro era l’unica fonte di reddito. Ma ora quel posto, faticosamente costruito dopo 15 anni di lavoro nel centro di distribuzione, semplicemente non esiste più. Andrà probabilmente ad altri lavoratori, scelti con altri criteri e probabilmente disposti ad accettare condizioni di lavoro più flessibili.

Il presidio. La risposta dei lavoratori è stata di una compattezza disarmante: per evitare che lo stabilimento potesse passare in nuove mani, hanno deciso di presidiarlo giorno e notte, con l’obiettivo dichiarato di tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e impedire ogni attività lavorativa anche a chi volesse svolgerla. “Non si può far ripartire lo stabilimento senza prima risolvere la questione dei dipendenti licenziati. Abbiamo saputo che si sta pensando in un prossimo futuro di assumere nuove persone tramite gli sgravi contributivi del Jobs Act. Ma è assurdo che si lascino a casa i 190 lavoratori che si sono opposti alle condizioni offerte fino a oggi per assumerne altri”. Il presidio va avanti da 90 giorni, senza nessuna interruzione. “Passaremo anche il 25 dicembre qui – dice Contini – davanti allo stabilimento dove abbiamo lavorato per anni. Ci saranno le nostre famiglie, proveremo a festeggiare. Ci faremo forza a vicenda come abbiamo fatto in questi lunghi giorni, ma non sarà facile”.

Michele Spanu

@MicheleSpanu84 on Twitter

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