Istat: frenata dei prezzi anche a Cagliari. È tra le 11 città in deflazione

C’è un pezzo di Sardegna nella grande mappa tracciata dall’Istat sulla brusca frenata dei prezzi registrata a novembre 2015. Cagliari, infatti, è una delle undici città con tassi annui di inflazione praticamente sotto lo zero. Tecnicamente è in deflazione.

La mappa. La riduzione più forte dei prezzi nelle città con più di 150 mila abitanti si registra a Bologna (-0,7%), seguita da Padova, Palermo, Catania, Perugia, Cagliari, Bari, Verona, Venezia, Modena ed Aosta. Il capoluogo sardo ha una flessione più contenuta (pari allo 0,2%) in compagnia di Perugia, Bari e Verona.  Ad ottobre le grandi città in deflazione era sette, quindi quattro in meno rispetto a novembre.

Il quadro nazionale. L’Istat, insomma, conferma la debolezza dell’andamento dell’inflazione per sostenere la quale sta agendo da ormai diversi mesi la Bce. Il tasso annuo d’inflazione a novembre si ferma allo 0,1%, in rallentamento rispetto a ottobre (+0,3%). Si tratta del valore più basso da maggio scorso. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo va sotto lo zero, scendendo dello 0,4%.

Il dettaglio. Secondo l’istituto nazionale di statistica il “rallentamento dell’inflazione è dovuto principalmente alla riduzione dell’ampiezza della crescita tendenziale dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,6% da +1,4% di ottobre), causata soprattutto dai Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,9% da +2,1% del mese precedente), cui si aggiunge la decelerazione della dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (+3,2%, da +4,1% di ottobre). Questi andamenti sono in parte bilanciati dal rallentamento della flessione dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-11,2%, da -12,7% di ottobre)”.

L’andamento annuale. L’inflazione acquisita per il 2015, cioè quella che si verificherebbe senza cambi congiunturali a dicembre, è dello 0,1%. Per quanto riguarda il ‘carrello della spesa‘, cioè i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, si legge un aumento dello 0,3% su base mensile e dell’1,3% su base annua (era +1,5% a ottobre). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano in termini congiunturali e registrano una flessione tendenziale stabile e pari a -0,1%.

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