Eni a caccia di partner per Versalis. I sindacati: “È l’addio alla chimica verde”

Addio alla chimica verde e alla nuova vita del polo industriale di Porto Torres. Questo il timore delle sigle sindacali regionali ma l’allarme è stato lanciato a livello nazionale ed è collegato alla decisione dell’Eni sulla controllata Versalis, a capo di un progetto anche a Porto Marghera, in Veneto, e a Gela, in Sicilia. In particolare la società del Cane e sei zampe è a caccia di nuovi partner, e dietro c’è lo spettro della cessione. I sindacati nazionali della chimica hanno quindi chiesto un incontro con il Governo “per esprimere le preoccupazioni”. L’annuncio in una nota siglata da Filctem, Femca Cisl e Uiltec, che hanno avviato le procedure di legge previste per la regolamentazione dello sciopero.
Le tre sigle chiedono di incontrare il governo “dato il ruolo importante che esso rappresenta in Eni, per esprimere le preoccupazioni per le scelte espresse che porterebbero Eni a concentrarsi solo su oil e gas e in maniera preponderante all’estero, cedendo tutte le attività non legate al core-business e quindi le possibili ripercussioni negative sulla politica energetica, per la chimica, l’esplorazione, la produzione e distribuzione idrocarburi in Italia”. Inoltre i sindacati promuoveranno in tutti i siti dell’Eni e delle sue società delle assemblee da svolgersi entro il 28 novembre e, “conseguentemente, una serie di iniziative di mobilitazione se l’Eni non recederà dalla volontà di abbandonare le attività industriali nel nostro Paese”.

Il progetto della chimica verde, legato a  Matrica (joint venture tra Versalis e Novamont), per il Nord Sardegna e l’area di Porto Torres, ha rappresentato finora il riscatto, una sorta di risarcimento per le bonifiche previste ma di fatto al palo. La filiera e il progetto per la realizzazione del materiale biodegradabile è stato supportato dal Governo, nonché dalla Regione. Per arrivare al prodotto finito è stata avviata anche la filiera del cardo, materia prima da utilizzare nella lavorazione.

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