Edilizia, aumentano le denunce di infortunio e malattie

Il settore dell’edilizia in Sardegna è in crescita e se questo rappresenta un dato positivo, un po’ meno lo è la voce che parla di infortuni e denunce per malattie professionali. Infatti, secondo i dati diffusi dalla Cgil, nel 2021 c’è stato un aumento sostanziale di casi suddivisi per fascia d’età. Per quanto riguarda i numeri, le denunce di infortunio per classe di età in Sardegna nel periodo gennaio-settembre 2021 sono soprattutto nella fascia di età 45-49 anni (1085), 50-54 anni (1.158), 55-59 anni (1.196), 60-64 anni (765), facendo registrare per lo stesso periodo del 2020 rispettivamente più 70 casi, più 60, più 108 nell’ultima fascia 50-59 anni (più 90,96 per cento).

Il totale delle denunce per malattie professionali nel periodo gennaio-ottobre 2021 in Sardegna è stato 3302, in aumento rispetto al 3.278 dello stesso periodo 2020; fra queste nel 2021 aumentano le denunce per malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (2.344 contro le 2.325 dell’anno 2020) e queste rappresentano il 71 per cento del totale delle denunce di malattie professionali (dato in linea con quello nazionale 71,6): discopatie e affezioni di sinoviali, borse, tendini, legamenti e tessuti molli causate in particolare da movimenti ripetuti degli arti superiori nonché da fasi di movimentazione manuale, di traino e spinta di carichi con elevato sforzo fisico e posizioni posturali dannose protratte nel tempo, eseguite in condizioni climatiche sfavorevoli o per l’uso di strumenti vibranti come martelli pneumatici-trapani.

I lavoratori più colpiti sono i muratori, carpentieri, pavimentisti, manovali 63 per cento – dato inail nazionale); seguono le malattie del sistema nervoso (tunnel carpale e disturbi del plesso lombosacrale 433 nel periodo gennaio-ottobre 2021 – 470 stesso periodo 2020, infine le malattie dell’orecchio con 143 denunce nel 2021 in aumento sulle 135 stesso periodo gennaio-ottobre 2020).

Aumentano anche le ore lavorate che sono 22.739, con un aumento del 19,5 per cento rispetto all’anno più duro della pandemia e più 11,4 rispetto al 2018-19 quando le ore lavorate sono state 20.400. Aumenta anche il numero dei lavoratori: sono 16.311 rispetto ai 14.462 dell’anno 2018 e 2019, con un più 12,7 per cento. Anche le imprese sono aumentate attestandosi a 3.993 rispetto alle 3.862 dell’anno prima. Nell’isola i lavoratori nella fascia 41-50 anni sono il 25 per cento del totale e un altro 25 per cento è collocato nella fascia di età successiva 51-60 anni, se si prende in considerazione la fascia dai 51-65 anni la percentuale cresce sino a un buon 30 per cento.

“La crescita che anche il settore delle costruzioni sta conoscendo – ha detto la segretaria regionale Fillea Cgil, Erika Collu – deve essere un’occasione per rimettere al centro il lavoro di qualità contribuendo a un modello di sviluppo più giusto dal punto di vista ambientale e sociale. Dalla precarietà alla qualità”.

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