Caro-energia, record di aumenti in Gallura: +73,6%. Cagliari a 66,4, Sassari a 64,7

In Sardegna le bollette crescono del 75,6% rispetto al 2021. Così per le imprese e anche per i cittadini. “Il nuovo aumento dei costi dell’energia elettrica sarà uno tsunami”, annuncia Confartigianato Imprese che punta il dito sul credito d’imposta definendolo “follia burocratica”, perché “l’economia rischia di collassare per colpa dei documenti richiesti”, invece è “urgente semplificare”.

Il caro bollette, dunque, non dà tregua: l’aumento maggiore è stato registrato a Olbia-Tempio con +73,6% rispetto all’anno precedente; segue la provincia di Sassari con +64,7% e Cagliari con +66,4%. Le crescite sono state rilevate dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha analizzato i dati Istat tra il 2021 e 2022. “E l’ennesimo aumento dei costi annunciato dall’inizio di questo mese è la raffigurazione tangibile e concreta dello tsunami energetico che avanza inesorabilmente”.

Per questo gli artigiani di Confartigianato Imprese Sardegna chiedono al prossimo Governo, che sarà guidato da Giorgia Meloni, di “fare in fretta e studiare interventi consistenti e soprattutto semplici nella fruibilità perché la complicatezza delle procedure burocratiche costituiscono per le piccole imprese una barriera all’accesso agli sgravi e i ritardi nelle erogazioni possono favorire l’ecatombe del settore produttivo”.

Dicono Maria Amelia Lai e Daniele Serra, rispettivamente presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegna: “L’ennesimo aumento dei costi energetici, annunciati da questo mese, ci pone davanti ad un’emergenza senza precedenti perché rischiamo una
vera e propria catastrofe economica e imprenditoriale. Il prossimo Esecutivo deve intervenire subito perché migliaia di attività potrebbero chiudere. Se lo Stato non ha le risorse è indispensabile utilizzare i fondi europei per calmierare subito il costo delle bollette”.

In chiave regionale, la crescita più elevata dei costi energia si registra in Trentino-Alto Adige con il 115,7%, seguito da Umbria con 86,5%, Abruzzo con 85,1%, Toscana con 83,7%, Marche con 80,8% e Molise con 80,6%.La Sardegna si piazza al 12° posto. Dinamica elevate, ma relativamente più contenute in Liguria con 63,8%, Campania con 68%, Calabria con 68,3% e Piemonte con 68,6%.

A livello territoriale, i tassi di crescita più alti dei prezzi che definiscono le bollette di elettricità e gas si riscontrano nella Provincia Autonoma di Bolzano con 117,5% e nella Provincia Autonoma di Trento con 116,7%; seguono con tassi superiori all’80% Perugia con 86,8%, Teramo con 86,6%, Terni con 85,7%, Massa-Carrara con 84,6%, Lucca con 84,5%, Grosseto con 84,0%, Livorno con 83,9%, Pescara e Pistoia entrambe con 83,9%, Firenze con 83,8%, Arezzo con 83,5%, Bologna con 83,5%, Pisa con 83,2%, Siena con 83,1%, Catania con 82,7%, Campobasso con 82,2%, Ascoli Piceno e Macerata entrambe con 81,0%, Modena con 80,9% e Ancona con 80,7%. All’opposto dinamiche relativamente più contenute a Cagliari con 66,4%, Sassari con 64,7%, Imperia e La Spezia entrambe con 64,5% e Genova con 63,4%.

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