Banco di Sardegna, utile in crescita: 9,3 milioni nel 2021

Il Banco di Sardegna chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile lordo di 10 milioni di euro e una crescita, al netto dei 51 milioni di poste negative non ricorrenti, del 10,3 per cento rispetto a 12 mesi fa, con un utile netto da 9,3 mln. È quanto dice il documento sulla situazione contabile del terzo trimestre 2021, approvato oggi dal Cda presieduto da Antonello Arru. L’aumento dell’8,7 per cento della raccolta diretta porta la raccolta complessiva da clientela ordinaria a 17,3 miliardi, in crescita del 5,9 per cento rispetto a dicembre 2020. Cresce dello 0,5 per cento anche la raccolta indiretta, che si attesta a 5,7 miliardi. I finanziamenti netti a clientela salgono a 7,2 miliardi, con 439 milioni di nuovi mutui casa da inizio anno. I finanziamenti garantiti dallo Stato per l’emergenza Covid-19 ammontano a 569 milioni.

Migliora la qualità del credito perché cala dal 9,8 per cento all’8,8 per cento l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sui finanziamenti totali. Sul fronte del conto economico, il primo margine si attesta a 252 milioni: più 0,6 per cento in un anno. Positiva la dinamica delle commissioni nette, che arrivano a 44,1 milioni: è il dato più alto rispetto ai sei trimestri precedenti. Positivo per 29,8 mln il risultato da negoziazione delle attività finanziarie e dei dividendi. I costi di gestione scendono a 176 milioni e 600mila euro, con un calo di 4,7 mln delle spese per il personale. Il margine di interesse tocca quota 131 milioni e 400mila euro, con una crescita del 13,9 per cento delle commissioni nette, che arrivano a 120 mln. La crescita ha interessato tutti i comparti, con particolare evidenza alle commissioni sui prodotti assicurativi, su attività in titoli e sugli altri servizi.

“L’andamento di questi nove mesi del 2021 è nel segno della continuità positiva evidenziando una crescita sostenibile sul fronte dei ricavi ed un contenimento virtuoso dei costi di gestione, scesi anno su anno del 4,1 per cento. Di rilievo il calo del cost/income, sceso a/a dal 65,7 per cento al 61,9 per cento. In particolare evidenza la crescita delle commissioni (più 13,9 per cento), che sono salite al 47,8 per cento della loro incidenza sul primo margine, confermando quindi il trend ormai pluriennale di progressivo arricchimento dell’attività caratteristica della banca con la consulenza e l’intermediazione verso nuovi prodotti finanziari”. Lo dichiara, in una nota, il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese. “Siamo molto soddisfatti del raggiungimento di un risultato della gestione operativa superiore ai 108 milioni, in crescita del 12,8 per cento rispetto al settembre 2020 – osserva Cuccurese – che ci ha consentito di assorbire il maggiore impatto, per 46,5 milioni, delle rettifiche su crediti non ricorrenti ascrivibili all’aggiornamento dei modelli valutativi alle più recenti indicazioni normative. Per contro, i citati maggiori accantonamenti hanno consentito di rafforzare ulteriormente la solidità del bilancio elevando al 57,7 per cento (dal 49,8 per cento di fine 2020) la copertura dei crediti deteriorati, e allo 0,71 per cento (dallo 0,35 per cento) la copertura dei crediti in bonis. In tale ambito, queste evidenze trovano attestazione nel Texas ratio – sceso ad un eccellente 49,9 per cento (56,6 per cento a fine 2020) – e nel CET 1 ratio, che si conferma al 31,7 per cento. Ciò premesso, cogliamo quindi con soddisfazione tanto l’allineamento dei tassi di copertura alla best practice quanto la realizzazione di un utile lordo di 10 milioni (netto 9,3 milioni). Sul fronte del credito – conclude Cuccurese – registriamo con soddisfazione la crescita dell’1,5 per cento dei finanziamenti in bonis alla clientela rispetto a fine 2020, con una brillante performance dei mutui casa, con nuove erogazioni nel periodo per 439 milioni”.

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