Un pesce d’aprile. La notizia più bella è quella vera…

La storia dell’uomo che fa conoscere la bandiera dei Quattro Mori al mondo ha avuto un grande successo. Il giovane freelance Antonio Salaris, autore dello scoop e dell’intervista a Giovanni Antonio Casula, avrebbe più di un motivo per essere soddisfatto e orgoglioso.

Se esistesse. E se esistesse anche Giovanni Antonio Casula.

Già, cari lettori, è stato questo il nostro pesce d’aprile. Nei giornali è di solito una notizia falsa. Noi abbiamo scelto di raccontarvi, nella forma di una notizia, una fiaba. O forse anche l’embrione di una leggenda.

Prima di prendere questa decisione abbiamo fatto dei discreti sondaggi. E abbiamo verificato che in tanti nel tempo hanno notato la costante presenza, nelle manifestazioni pubbliche più importanti, della bandiera dei Quattro Mori. Tanto che, scherzosamente, a molti è capitato di domandarsi: “Ma non sarà sempre lo stesso?”.

Ecco, abbiamo pensato di inventarcelo questo stesso. Ed è nato così Giovanni Antonio Casula, con la storia struggente della sua vita. Poi Giovanni Antonio ha in qualche modo ‘generato’ il suo disvelatore, cioè Antonio Salaris.

Fatta questa operazione, non restava altro che scrivere il racconto. Perché quanto vi abbiamo presentato in forma di due articoli è un unico racconto. Pura fiction. Ma ogni riferimento a persone realmente esistite è assolutamente intenzionale.

Già, perché una volta che abbiamo inventato Giovanni Antonio Casula, Antonio Salaris e il loro mondo abbiamo dovuto dare loro un volto.

Quello di Antonio Casula l’abbiamo preso in prestito da Gonzalo Rojas, uno dei più importanti poeti cileni, morto novantacinquenne lo scorso anno. Rojas – vincitore anche del prestigioso Premio Cervantes – era un uomo spiritoso e ci perdonerà. Era anche un combattente, uno che visse da esiliato dopo il golpe di Augusto Pinochet, e questo tratto da combattente è un aspetto caratteriale in comune con Giovanni Antonio Casula.

Il poeta cileno Gonzalo Rojas (1917-2012)
Il poeta cileno Gonzalo Rojas (1917-2012)

Quanto all’Antonio Salaris – che vi abbia presentato in una foto che lo ritrae accanto a Giovanni Antonio Casula – non sappiamo esattamente chi sia. E’ un giovane sudamericano che un giorno si fece fotografare accanto a Gonzalo Rojas. Probabilmente in occasione di un’iniziativa per la difesa dei diritti umani.

Per la ricostruzione del mondo giovanile di Giovanni Antonio Casula abbiamo rovistato tra le foto storiche del quartiere romano di Trastevere. E quel ragazzo che abbiamo individuato con un cerchietto come “Giovanni Antonio Casula nel 1966” è un giovanotto trasteverino a noi sconosciuto. Chi lo individuasse ci dica chi è. Se è ancora tra noi, lo ringrazieremo per il ‘prestito’.

Infine dobbiamo dare conto dell’immagine di Romolo Venditti, l’amico fotografo di Giovanni Antonio Casula, quello che lo accompagnò al funerale di Togliatti. Si tratta nientemeno che di Stanley Kubrick in una foto-autoritratto giovanile.

Stanley Kubrick in una foto autoritratto giovanile
Stanley Kubrick in una foto autoritratto giovanile

Speriamo che lo scherzo vi sia piaciuto. Noi ci siamo divertiti. Anche perché, come ogni buon pesce d’aprile, ha una sua morale. Semplice: la storia di Giovanni Antonio Casula è bella, quasi epica. Ma, a pensarci bene, la realtà è ancora meglio: quella bandiera viene sventolata ovunque non perché c’è dietro uno sponsor generoso. Semplicemente perché sono tanti i sardi orgogliosi di essere tali. E questa è una buona notizia per tutti.

Infine complimenti. A Francesco Bellu che ha riconosciuto Kubrick e ce l’ha segnalato subito sulla pagina facebook (ci scuserà se abbiamo immediatamente nascosto il suo post) e a Silvia Fenu che, mezz’ora dopo la pubblicazione, aveva individuato Gonzalo Rojas. E  ce l’ha fatto capire con un post sulla nostra pagina Facebook nel modo più discreto. Avrebbe potuto smascherare lo scherzo, e invece l’ha assecondato, limitandosi a postare una poesia di Rojas il cui titolo era anche un messaggio di complicità. Per ringraziare Silvia (e Gonzalo) ne pubblichiamo il testo:

Al silenzio

(di Gonzalo Rojas)

Oh voce, unica voce: tutto il vuoto del mare,
tutto il vuoto del mare non mi basta,
tutto il vuoto del cielo,
tutta la cavità della bellezza
non basta a contenerti
e anche se l’uomo tacesse e questo mondo sprofondasse
oh maestà, tu mai,
tu mai cesseresti d’essere ovunque
perché ti avanza il tempo e l’essere, unica voce,
perché ci sei e non ci sei, e sei quasi il mio Dio,
e sei quasi mio padre quando sono più oscuro.

Un saluto a tutti. E arrivederci al prossimo primo aprile

Giovanni Maria Bellu

 

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