L’isola di Budelli comprata all’asta da un ambientalista neozelandese

L’isola di Budelli, nell’arcipelago di La Maddalena, è stata venduta all’asta per 2,94 milioni di euro. Il passaggio di mano è avvenuto oggi davanti al giudice del Tribunale di Tempio Pausania. Il nuovo acquirente, patrocinato da un avvocato toscano, è un imprenditore neozelandese con società in Svizzera. Ma potrebbe presto uscire di scena. Entro 90 giorni, infatti, il ministero dell’Ambiente e l’Ente Parco potrebbero far valere il diritto di prelazione, versando però la stessa cifra battuta all’asta. L’isola di Budelli, con la splendida spiaggia rosa, è un paradiso incontaminato di 1.610.153 metri quadri dove non è possibile costruire nulla, visti i pesanti vincoli paesaggistici e ambientali che gravano sull’area: non ci si può neanche mettere piede se non si è accompagnati dal personale del Parco. E’ finita all’asta a seguito del fallimento della vecchia proprietà, una società immobiliare milanese.

“Il mio cliente è un vero ambientalista, innamorato di Budelli e dell’arcipelago della Maddalena da decenni, un neozelandese impegnato nella autentica conservazione della flora e della fauna marina e terrestre, ha vissuto in varie parti del mondo ed è coinvolto in significativi progetti di conservazione marina e terrestre in vari siti”. A tracciare l’identikit del nuovo proprietario dell’isola di Budelli è l’avvocato gallurese Giò Mura, che ha rappresentato lo studio legale toscano – primo patrocinatore del neozelandese – nell’udienza di oggi davanti al giudice dell’esecuzione immobiliare di Tempio Pausania, Alessandro di Giacomo.

“E’ una persona molto sensibile alle preoccupazioni e alle istanze degli ambientalisti locali – chiarisce ancora l’avvocato Mura – Ha acquistato l’isola con l’obiettivo di preservarne l’ecosistema in conformità con gli ideali dell’Ente Parco dell’Arcipelago. Sottoporrà uno specifico piano di conservazione dell’isola alle autorità e alla comunità locale della Maddalena per lavorare insieme impegnandosi in un progetto di conservazione che tenga conto del migliore interesse di tutti coloro che amano e rispettano questo speciale arcipelago e la sua straordinaria modalità di vita”.

Il presidente del Parco.Aumenteremo i limiti sull’Isola di Budelli, un bene paesaggistico da lasciare alle generazioni future“. Il presidente dell’Ente Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, Giuseppe Bonanno, rassicura tutti. “Da quest’anno – spiega Bonanno – è scattato il divieto delle Pubbliche amministrazioni di acquisire immobili a titolo oneroso”. Impossibile da percorrere anche la strada della raccolta fondi, proposta dall’Ente che gestisce l’Arcipelago. “La proposta della raccolta fondi avrebbe comportato, secondo la norma, un titolo oneroso per la gestione del bene. Speravamo che, trattandosi di un bene ambientale – prosegue – questa norma potesse venir bypassata, invece non siamo riusciti a percorrere questa strada”.

Ma il presidente dell’Ente Parco non si rassegna. “Sul bene permangono vincoli che ci saranno sempre, probabilmente verranno aumentati: stiamo cercando di percorrere la strada del potenziamento dei vincoli, con il passaggio al livello di ‘massima tutela’ e di ‘riserva integrale’ che consentirebbe, in caso di eventuali interessi speculativi, non si potrebbe far nulla, neanche il recupero e il restauro dell’unica costruzione dell’Isola”. Si tratta di un rudere di circa 80 metri quadri che, allo stato attuale, potrebbe anche esser ristrutturata. L’isola di Budelli, con la spiaggia rosa, è un paradiso incontaminato di 1.610.153 metri quadri dove non è possibile costruire nulla, in quanto gravata da vincoli paesaggistici e ambientali: non ci si può neanche mettere piede se non si è accompagnati dal personale del Parco. “Ora attendiamo di conoscere il nome dell’acquirente e capire le sue intenzioni”, conclude Bonanno.

Mauro Pili. “L’acquisto da parte di un privato dell’Isola di Budelli è l’ennesima vergognosa gestione del patrimonio ambientale da parte di Regione e Stato. Aver consentito la vendita a privati di quel paradiso terrestre è scandaloso e colpevole”. Lo dichiara il deputato sardo Mauro Pili (che ha appena lasciato il Pdl per entrare nel Gruppo Misto). “Si tratta di una vera e propria cialtroneria pubblica di chi non ha messo in atto nessun provvedimento per evitarlo. La Regione o lo Stato – attacca Pili – dovevano togliere dal mercato l’isola di Budelli. Non partecipando all’asta ma disponendo l’esproprio per il pieno utilizzo dell’area come riserva naturale di interesse pubblico. Nessun ente pubblico deve intervenire in aste al rialzo ma deve imporre la sua potestà pianificatoria senza spendere un euro. Considerato il suo inesistente valore immobiliare relativo alla sua totale in edificabilità, quel patrimonio deve essere sottratto anche nominalmente a vendite più o meno alettanti. L’idea che si possa vendere con un’agenzia immobiliare un pezzo pregiato di Sardegna – prosegue il parlamentare – è di per sé un affronto che va respinto con atti pubblici chiari e decisi. L’esproprio è una strada obbligata urgente e ineludibile, considerata l’esigenza di sottrarre quell’area proprio a qualsiasi tipo di speculazione. Il valore immobiliare è zero. E zero la Regione deve pagare”. “Basta vendite sulla testa della Sardegna e dei sardi, la Regione eserciti il suo diritto dovere di governare il territorio senza lasciarlo alla mercé di mercanti di natura e di patrimoni ambientali”, conclude Pili.

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