Una tragica fatalità dietro la morte di Martin, dinamica ricostruita con le immagini

È stata una fatalità. Tragica. Una disgrazia. Dai filmati acquisiti dalla Procura di Cagliari, su ordine della pm Nicoletta Mari, Remesha Martin Elvis King ha raccolto gli occhiali nello stesso istante in cui l’autobus che inseguiva insieme a un’amica è passato in viale Diaz a Cagliari.

L’autista del Ctm resta indagato per omicidio stradale, un atto dovuto per procedere con l’inchiesta. Ma la sua posizione si alleggerisce col passare delle ore, anche alla luce dell’esame fatto sulle “memorie di massa”, ovvero una sorta di scatola nera, che conservano le riprese delle telecamere presenti sul bus. Gli agenti della Polizia municipale hanno anche già recuperato gli hard disk e in particolare quello della cosiddetta dash-cam, una telecamera posizionata frontalmente vicino al parabrezza del conducente e che conferma l’ipotesi della fatalità.

Tuttavia il lavoro investigativo non è concluso. Sotto la lente finiranno anche i filmati delle altre telecamere del bus, quelle che inquadrano l’interno e le porte e che potrebbero fornire ulteriori elementi utili alle indagini. Non solo. Gli agenti della Municipale hanno effettuato un dettagliato sopralluogo nella zona per verificare eventuali buche o difetti nel marciapiede che hanno potuto provocare la caduta della vittima, ma in quel punto la pavimentazione non presenta particolari problemi.

L’incidente è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Martin è stato colpito alkla testa dall’autobus e non ha mai più ripreso conoscenza. Al Brotzu di Cagliari è arrivato in condizioni disperate. Nemmeno un intervento chirurgico è stato utile a salvargli la vita. Il 31enne è morto trentasei ore dopo. La famiglia ha autorizzato l’espianto degli organi.

I funerali di Martin si svolgeranno domani 10 agosto a Cagliari nella chiesa di Sant’Eulalia, alle 10,30. Il 31enne del Burundi, arrivato a Cagliari quando era bambino insieme alla mamma Prisca, era conosciuto da moltissimi cagliaritani sia per aver lavorato in diversi locali cittadini, ma anche per la sua attività come mediatore culturale della Caritas.

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