Tagli nel Marganai, l’Ente foreste: “Tutto sotto controllo”

Il progetto di ceduazione nella foresta del Marganai non crea alcun danno. Lo sostiene in una nota l’Ente foreste della Sardegna, che “si è affidato a un team di esperti (alcune fra le migliori professionalità italiane con curriculum internazionale nel settore) – si legge in una nota – che ha studiato tutte le caratteristiche ecologiche, pedologiche, idrogeologiche e forestali del territorio per giungere fino al dettaglio della singola parcella con la finalità di una gestione sostenibile del bene bosco”.

“Fra tutte le migliaia di parcelle studiate – prosegue la nota – si è valutato quali fossero suscettibili di una continuazione del governo a ceduo matricinato, praticato nel Marganai per millenni (con tecniche forestali discutibili e senza che tuttavia generasse la scomparsa del bosco). Con il termine ceduo matricinato gli scienziati e i tecnici forestali intendono il perpetuarsi del bosco attraverso la rinnovazione agamica (cioè dai polloni delle piante ceduate = tagliate) e gamica (cioè dalle piante nate dal seme, dette matricine). Nel caso del bosco di Marganai, questo intervento è previsto in appena il 5% della estensione dello stesso, si badi bene nella stesse aree nelle quali si erano già operati tagli decisamente peggiori appena 50 anni fa. Nel restante 95% del bosco di Marganai, sono previsti interventi conservativi e protettivi quali, l’evoluzione naturale del bosco, l’avviamento a fustaia (cioè la creazione di un bosco di alto fusto) i rinfoltimenti (cioè l’aumento del numero di alberi per ettaro) le cure colturali su impianti artificiali (tese a favorire lo sviluppo delle piante) e interventi infrastrutturali (tesi a valorizzare la fruizione del compendio da parte di tutti i cittadini) e di difesa antincendio”.

“Una delle obiezioni mosse al piano – prosegue la nota – è che questo interviene con tagli in una foresta preistorica. In tutto il Marganai (e in quasi tutta la Sardegna) non esiste purtroppo una foresta primordiale: l’unico esempio, peraltro discusso, è la foresta di Montes a Orgosolo, gestita sempre dall’Ente Foreste, con criteri di stretta sostenibilità tesi alla totale salvaguardia ed evoluzione naturale della stessa. Va ricordato, infine, che la legna da ardere e gli altri prodotti derivati, costituiscono senza alcun dubbio il modo più ecologico per produrre calore e energia con l’uso di risorse rinnovabili. Attualmente va inoltre detto che la stragrande maggioranza della legna utilizzata nei nostri camini arriva da oltre Tirreno, certamente non a chilometri zero: eppure la Sardegna è fra le regioni più boscose in Italia. L’importante è quindi valutare – ed è ciò che si sta facendo nel Marganai – la capacità rigenerativa del bosco, e limitare il prelievo alle sole quantità che possono essere rapidamente riformate. Per questo l’intervento di ceduazione non è previsto contemporaneamente su tutta l’area, bensì in parcelle di estensione limitata ove, anno per anno si verificano gli effetti del prelievo con l’impiego dei più moderni metodi della Selvicoltura sistemica che prescrive interventi cauti, costanti e capillari”.

 

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