Scorie, il ministro: “Mesi per decidere”. Sogin: “Deposito entro il 2025”

Le aree idonee ad ospitare il sito di stoccaggio delle scorie nucleari sono diverse, ma probabilmente non saranno rese note il prossimo 2 aprile, così come prospettato in un primo momento. “Ci vorrà ancora qualche mese per arrivare alla scelta del sito”, ha confermato oggi all’agenzia di stampa Dire il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. La ‘mappa’ dei siti potenzialmente idonei è stata consegnata venerdì scorso a Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dalla Sogin, società incaricata dal governo. Il documento come ribadito anche dall’esponente del governo Renzi, è secretato. “Nessuna decisione è stata presa – ha ribadito Galletti -. Da qui in poi c’è tutta una serie di ulteriori adempimenti e ci vorranno alcuni mesi per l’individuazione del sito”.

Intanto, oggi sul sito della Camera è stato pubblicato il resoconto dell’audizione resa il 24 febbraio scorso dal presidente di Sogin Giuseppe Zollino durante i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. “Il gruppo che ha lavorato alla mappa lo ha fatto in maniera autonoma, con la necessaria riservatezza – ha detto Zollino –. Non chiedetemi nulla, perché proprio per non avere un bias (giudizio o pre-giudizio, ndr), non ho neanche voluto vedere la carta che hanno prodotto: aspetterò che Ispra la validi e poi la leggerò, come tutti voi”.

“Una volta che saranno pubblicate queste carte, inizierà un percorso, previsto per legge, di dibattito pubblico, di presentazione dei risultati, di discussione con le popolazioni interessate”, ha specificato Zollino. Che ha aggiunto, ribadendo il concetto: “Senza la partecipazione delle autorità locali, delle rappresentanze e degli stakeholder locali, noi siamo lì a portare le informazioni tecniche che ci vengono richieste, incluso dialogare con eventuali tecnici che un’area possa nominare come consulenti di quel Comune, di quella località o comunità”.

Secondo il presidente di Sogin, “la conclusione del percorso dovrebbe essere tra quattro anni. Noi ovviamente, ci auguriamo che il tempo sia rispettato; poi inizierà la costruzione. Se tutto avverrà in tempo, noi pensiamo che il deposito possa essere disponibile entro il 2025″.

Ambienti vicini al governo ipotizzano che potrebbe essere inaugurato anche un percorso specifico, che partirebbe dalla messa a bando dei lavori per la realizzazione del sito di stoccaggio per poi attendere candidature ‘spontanee’, ma solo dalle zone ritenute idonee. In cambio: posti di lavoro e milioni e milioni di investimenti pubblici.

Sta di fatto che il tema ha scatenato parecchie polemiche anche in Sardegna. A sollevare il livello di guardia sono stati in primis l’ex presidente della Regione Ugo Cappellacci e il parlamentare Mauro Pili, sostenendo che in verità il governo avrebbe già indicato la Sardegna. Si tratta, è bene ricordarlo, di notizie basate esclusivamente su fonti ufficiose, visto che la mappa, come detto, è secretata.

Inoltre, come ricordato anche dall’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico, incrociando i criteri stilati da Ispra, “vien difficile immaginare un sito potenziale in Sardegna”. Per l’istituto, non sono idonee aree vulcaniche attive o quiescenti, località che si trovano a 700 metri sul livello del mare o a meno di 5 chilometri dalla costa. Escluse anche le aree a simicitàelevata, con pendenza superiore al 10 per cento, a rischio frane o inondazione, le fasce fluviali. Inidonee “anche le aree naturali protette, i poligoni militari, quelle che non siano ad adeguata distanza da centri abitati, dighe, aeroporti, quelle a distanza inferiore di un chilometro da autostrade, strade extraurbane principali e ferrovie”.

P. S.

 

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