Saras compra un pezzo del petrolchimico Versalis (Eni) a Sarroch

Saras, attraverso la controllata Sarlux, ha concluso l’acquisizione di un ramo d’azienda di Versalis, società Eni, composto da circa l’80% delle unità produttive del complesso petrolchimico Versalis di Sarroch, in Sardegna. Lo rende noto un comunicato del gruppo della raffinazione che fa riferimento alla famiglia Moratti, secondo il quale l’operazione garantisce “il mantenimento dei posti di lavoro”, con Sarlux che “integrerà 223 dipendenti del sito Versalis di Sarroch”. L’accordo era stato chiuso a fine settembre.

La transazione, che non comporta necessità di finanziamento e il cui compenso tiene conto della necessità di alcuni investimenti “produrrà un incremento della redditività della raffineria Sarlux”, assicura Saras, secondo la quale “sarà possibile sfruttare appieno le potenzialità degli impianti acquisiti, sia in termini qualitativi che quantitativi, e si conseguirà una gestione operativa integrata del sito industriale di Sarroch”.

“In un periodo di grande crisi per la raffinazione in Europa, il gruppo – prosegue la società petrolifera – continua a credere nel valore del settore e punta sull’avanguardia tecnologica degli impianti e sulle capacità del personale. Con quest’acquisizione Saras conseguirà nuove sinergie industriali e organizzative, rafforzando ulteriormente la sua posizione nel panorama competitivo internazionale. In termini socio-economici, oltre a garantire il mantenimento dei posti di lavoro, l’operazione ha grande valenza per l’intera provincia di Cagliari, perché preserva la continuità industriale e crea ricadute sull’indotto, che si protrarranno nel medio e lungo periodo. Sarlux integrerà 223 dipendenti del sito Versalis di Sarroch e, dall’unione delle reciproche esperienze e competenze, si otterrà nuovo impulso alla cultura industriale regionale”, aggiunge Saras.

Le principali unità oggetto dell’acquisizione sono il ‘Reformer’, dedicato alla produzione di benzine ed idrogeno, il ‘Btx’ e il ‘Formex’, per la separazione di componenti aromatici, e lo ‘Splitter propilene’ per la separazione di propano per usi domestici locali e propilene di alta qualità per usi petrolchimici. Inoltre sono state acquisite anche alcune unità logistiche e di servizio, tra cui la centrale elettrica e il pontile.

“Sarlux incrementerà l’efficienza degli impianti e dedicherà particolare attenzione alla tutela dell’ambiente, proseguendo gli interventi di miglioramento già in corso da parte di Versalis”, conclude il gruppo petrolifero che fa riferimento alla famiglia Moratti. In Borsa Saras a metà giornata segna un rialzo dello 0,5% a 0,83 euro mentre la venditrice Eni un calo dello 0,8% a 14,5 euro ma con attenzione concentrata sul calo del prezzo del petrolio e alla dismissione della quota South Stream.

La Regione Sardegna commenta in modo positivo l’annuncio della firma dell’accordo definitivo tra Versalis e Sarlux con cui si formalizza ufficialmente il passaggio degli impianti del sito di Sarroch dalla società del gruppo Eni a quella del gruppo Saras. “Al momento – sottolinea l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras – possiamo valutare positivamente l’intesa perché consente una migliore competitività del sito industriale e il mantenimento occupazionale. Rimane in piedi il più ampio confronto con il gruppo Eni sulle prospettive produttive degli investimenti in Sardegna. Oltre alle indispensabili attività di bonifica, l’auspicio – precisa l’esponente della Giunta Pigliaru – è che vi sia uno slancio verso la produzione industriale. In particolare, sul sito di Sarroch si valuterà con Eni il futuro delle produzioni chimiche anche in una prospettiva di riconversione”.

“Con la cessione da Versalis a Sarlux delle unità produttive e servizi dello stabilimento petrolchimico, integrate con la raffineria, si è perfezionato un passaggio importante per il consolidamento e lo sviluppo del sistema industriale della Sardegna”, così Confindustria Sardegna Meridionale che esprime un giudizio “altamente positivo sull’accordo concluso tra i due importanti gruppi industriali. Un accordo complesso ma di grande valore economico e sociale soprattutto in una congiuntura negativa come quella che stiamo attraversando: le due aziende hanno avuto massima attenzione nei confronti dell’occupazione”.

La nuova configurazione produttiva del sito “rappresenta la migliore risposta possibile, la più responsabile per il mantenimento di una attività industriale fondamentale per l’economia e l’occupazione dell’intera Sardegna. Potrà infatti generare – secondo Confindustria – nuove sinergie che, oltre a garantire continuità e prospettiva consentiranno ancora, opportunità di crescita per le aziende dell’indotto. Intorno ad una situazione di potenziale criticità industriale, che rischiava di ampliare i propri effetti negativi, è stata costruita in tempi rapidi una soluzione di rafforzamento che costituisce, nel disastrato panorama regionale, un esempio oggi decisamente raro in Sardegna di vero investimento produttivo ed occupazionale. Ma adesso è il momento di fare sistema, di fornire un supporto alle aziende che non si arrendono alla crisi e continuano a credere nello spirito dell’impresa privata: il sistema integrato di Sarroch va inteso come centro di produzione di valore, eccellenza, cultura tecnologica e del lavoro. Lo si deve fare implementando politiche di sviluppo e dotazioni di servizi e infrastrutture adeguate. Centrale resta il tema dell’energia e la mancata disponibilità di metano, indispensabile per affrontare un mercato internazionale sempre più competitivo”.

Leggi anche: Saras, accordo con Versalis (gruppo Eni) per l’acquisizione degli impianti di Sarroch

 

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