Sant’Efisio, la fede resiste al Covid-19. Cerimonia ridotta per sciogliere il voto

Per il secondo anno consecutivo la Festa di Sant’Efisio sarà una cerimonia per pochi intimi. La pandemia condiziona fortemente anche questa edizione cominciata questa mattina nel quartiere di Stampace a Cagliari. Nessun corteo, nessuna sfilata dei gruppi che ogni anno rendono speciale una cerimonia che, a causa del coronavirus, sembra richiamare le immagini (con le dovute proporzioni) di quella del 1943, quando il Santo lasciò la chiesetta di Stampace scortato da poche persone che percorsero insieme a ‘Efis’ le strade di una città devastata dalle bombe.

Ma nonostante la zona rossa e tutto il centro storico di Cagliari dichiarato off limits dalle 9 alle 11, erano lo stesso tantissimi i fedeli che questa mattina non hanno voluto rinunciare a vedere da vicino il passaggio del Santo martire e vivere la tradizione dello scioglimento del voto della cittadinanza che nel 1652 si rivolse a Efisio glorioso per chiedere la liberazione della città dalla peste. La giornata è iniziata nel palazzo civico di via Roma dove il sindaco, Paolo Truzzu, ha effettuato la rituale investitura dell’Alternos, ruolo rivestito quest’anno dal presidente del Consiglio comunale, Edoardo Tocco, con la consegna del Toson d’Oro e della fascia tricolore.

Subito dopo, a piedi, scortato dai soli mazzieri, dal terzo guardiano e dal presidente dell’Arciconfraternita, l’Alternos si è recato nella chiesetta di Sant’efisio per la Messa. Al termine della celebrazione, il simulacro del Santo, caricato su un furgone scoperto dell’Esercito, ha iniziato la sua processione alla volta di Pula, dove a fine mattina è stata celebrata la messa nella chiesetta di Nora. Alla conclusione delle cerimonie a Pula il simulacro rientrerà nella sua chiesetta di Stampace dove verrà proclamato lo scioglimento del voto in onore di Sant’Efisio.

[Foto Francesco Nonnoi]

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