Progetto Eleonora, in 200 protestano a Cagliari. E per la Saras vertice in Regione

Messaggio chiaro, stampato su decine di fogli formato A3, urlato in coro e sottolineato dai fischietti: “Saras, non vi vogliamo”. Per il no al progetto Eleonora di ricerca di metano nella piana dell’Oristanese sono arrivati in duecento da Arborea per manifestare a Cagliari davanti all’assessorato regionale dell’Ambiente proprio nel giorno in cui la Regione deve valutare se dare parere positivo al piano. La Conferenza di servizi è cominciata alle 10,30. Tutte le carte devono passare attraverso il Savi, il Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti dell’assessorato regionale per la Protezione dell’Ambiente.

I manifestanti indossano magliette marroni e verdi con stampato un fenicottero rosa con la aschera anti-gas. Ci sono anche le bandiere di Coldiretti e gli striscioni di Italia Nostra. Quando si diffonde la voce che la Saras sta presentando la sua relazione la protesta si infiamma: “Glielo vogliamo dare un consiglio a Saras?”, urla una ragazza al megafono, e poi tutti in coro: “Deve bonificare“. Annunciato ai manifestanti, inoltre, che il 10 agosto il cantante Piero Marras sarà in piazza ad Arborea e canterà a sostegno del no al progetto Eleonora. “Abbiamo chiesto un incontro – ha spiegato Paolo Piras, rappresentante del Comitato anti trivelle – al presidente Francesco Pigliaru: non è arrivata nessuna risposta. Presenteremo una richiesta ogni giorno fin quando qualcuno non ci ascolterà. Abbiamo venti delibere di venti Comuni diversi: non è la protesta di un paese, ma di un intero territorio. Siamo pronti a ripresentarci qui con i trattori. Con i manifestanti anche la scrittrice Michela Murgia, candidata governatrice alle Regionali del febbraio scorso: “Aspettiamo – ha detto – il parere del Savi: vogliamo proprio vedere quanto questa Giunta vuole difendere il territorio”.

Quanto alla Conferenza dei servizi, questo il progetto della Saras: ricerca di metano e nessuno sfruttamento del gas che poi diventerebbe proprietà della Regione. Inoltre la condizione indispensabile messa sul tavolo dai tecnici del colosso petrolifero è che siano garantiti tutela dell’ambiente e salute dei cittadini. Questo in risposta al fronte del “no” che ha manifestato a Cagliari nelle stesse ore in cui si svolgeva l’incontro in Regione. Fra i temi del contendere: tutela dell’area Sic dello stagno di S’Ena Arrubia, fluidi di perforazione, idrogeno solforato, integrità della falda, sistemi di sicurezza. Una delle garanzie fornite da Saras riguarda il “no fracking”: la società ha ribadito che il Progetto Eleonora utilizza una tecnologia impiegata in Italia sin dai primi del Novecento in altri 1.800 siti, con una bassissima incidenza di rischio (dagli anni Venti ci sono stati quattro incidenti rilevanti sui quasi duemila pozzi). Tra i documenti depositati al Savi è stato indicato, fra l’altro, un calendario delle attività di cantiere elaborato per evitare la concomitanza con il momento più delicato della nidificazione degli uccelli. Nel corso delle attività, tuttavia, per limitare al minimo le emissioni sonore ed evitare così di disturbare la fauna tipica di quella zona, lungo il perimetro dell’impianto verrebbero installati pannelli fonoassorbenti per abbattere i valori sotto i 35 decibel. Previsto anche l’isolamento e la protezione delle falde acquifere. Saras garantisce inoltre che le indagini effettuate non hanno rilevato la presenza di idrogeno solforato. L’azienda, nei documenti presentati, ha escluso che si possa verificare un progressivo abbassamento del terreno.

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