La Asl continua a tacere. Diana: “Ogni ora potrebbe essere l’ultima”

E’ una storia nella quale il tempo ha un valore diverso. E 24 ore sono un tempo lunghissimo. Lo segnala Marco Diana, il maresciallo dell’Esercito malato di cancro che ha dovuto modificare la terapia farmacologica per decisione della sua Asl di riferimento, la numero 7 di Carbonia. La sua intervista a Sardinia Post è stata pubblicata ieri. Ha avuto migliaia di letture, centinaia di condivisioni. Ma dalla Asl non è arrivato alcun segnale. Silenzio assoluto.

“Non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito alla mia terapia – denuncia Diana – mentre ogni ora che passa potrebbe essere per me l’ ultima. Domani saro’ a Milano per i nuovi controlli e non so neppure se tornerò’. Ho bisogno di quei farmaci che la Asl mi sta negando senza nessuna ragione. Io ne ho diritto, sono stato dichiarato ‘grande invalido militare’ e il costo dei farmaci è a carico dei ministeri della Difesa e della Sanità.  Mi appello ai ministeri e alla Regione perché verifichino questo atroce abuso. La Asl non può continuare a rifiutarmi i farmaci”.

Intanto sulla vicenda interviene Gianfranco Scalas, presidente di Fortza Paris (oltre che generale di brigata in pensione) che chiede un immediato intervento della Regione per accertare le ragioni del blocco dell’assistenza da parte della Asl 7.  “E’ la seconda volta in meno di due anni – afferma Scalas – che tale situazione si verifica. Riteniamo inaccettabile che un malato grande invalido, cui le cure sono totalmente pagate dallo Stato, debba ricevere un simile trattamento e debba sopportare un ulteriore stress ed aggravamento del suo già grave stato di salute. Quanto denunciato da Marco Diana sia nel social forum sia con interviste in giornali on line non può essere ignorato”.

C.M.

 

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