Fondi ai gruppi, il legale di Barracciu: “Va assolta, non ha commesso il fatto”

Franco Luigi Satta, avvocato difensore di Francesca Barracciu, ha chiesto l’assoluzione per l’ex sottosegretaria alla Cultura a processo a Cagliari con l’accusa di peculato aggravato su una somma di 77.293,65 euro, ricostruita nel corso della requisitoria odierna durata un’ora e al termine della quale il pubblico ministero Marco Cocco ha sollecitato una condanna a cinque anni (leggi qui).

“La richiesta della difesa è secca – ha detto il legale -: il fatto non sussiste, l’assoluzione deve essere piena”. Così dopo un’arringa durata ugualmente una sessantina di minuti e interrotta da una pausa di dieci concessa verso la fine dal presidente della Seconda sezione penale, Massimo Costantino Poddighe, per permette all’avvocato di “bere un po’ acqua”, come lo stesso Satta ha voluto.

La difesa della Barracciu – il legale sassarese è subentrato ad aprile 2014 a Carlo Federico Grosso e a Giuseppe Macciotta – non ha aperto platealmente alcun conflitto con la linea seguita dai precedenti avvocati. Ma Satta ha cambiato strategia correggendo la scelta pedissequa di dividere i rimborsi benzina data per data, in modo dai collegarli puntualmente ai primi 33.085,14 euro di presunto peculato imputati all’ex sottosegretaria (a marzo 2014 se ne sono aggiunti altri 44.208,51). Il legale ha detto: “Quella di girare la Sardegna per incontrare gli elettori era una pratica diffusa, specie a fine agosto, alla ripresa dell’attività politica. Per questo nel periodo in questione può essere emersa l’incongruenza tra una località della Sardegna indicata nella difensiva di dicembre 2013 e il viaggio in Austria fatto da Barracciu. E a noi risulta solo quella, e non una quindicina come sostenuto dall’accusa. Voglio anche dire pubblicamente che quella di Vienna è stata una bufala bella a buona, perché l’indicazione errata della data, se c’è stata, non far venir meno gli impegni di Barracciu da consigliera regionale”.

All’inizio del processo, a gennaio 2017, l’avvocato Satta aveva sollevato un’eccezione di costituzionalità, contestando lo stralcio della posizione dell’esponente dem dal resto dei colleghi di Ds, Margherita e Progetto Sardegna, confluiti poi nel gruppo del Pd (sull’eventuale loro rinvio a giudizio la decisione è attesa a febbraio). Il collegio giudicante respinse il rilievo già in quella prima udienza di inizio anno e successivamente il legale ha parlato di diritto della difesa leso, perché la Procura ha deciso di escludere dal fascicolo le deposizioni dei testi Siro Marrocu e Antonio Calledda (sono entrambi sotto indagine).

L’avvocato Satta ha motivato la richiesta di assoluzione in virtù del fatto che “la mancata conservazione delle pezze giustificative da parte del gruppo consiliare non può portare a imputare Barracciu di peculato. La tesoreria del partito, come nella tradizione della sinistra, è stata sempre molto attenta alla rendicontazione e per questo, a fronte della documentazione presentata, Barracciu ricevette le somme dei fondi ai gruppi”. Il legale ha infine stigmatizzato “la crocifissione che questa donna ha subito da parte della stampa. Si è trattato di un fatto straordinario rispetto al quale si ha il dovere di reagire rapidamente”.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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