Eurallumina, “Finora nessun nulla osta dall’assessorato all’Ambiente”

“Nessun nulla osta è stato rilasciato al progetto dell’Eurallumina sottoposto a valutazione d’impatto ambientale: siamo ancora in fase istruttoria”. Il Servizio Valutazioni Ambientali (Sva) dell’assessorato alla Difesa dell’Ambiente non potrebbe essere più chiaro: il procedimento non è arrivato a conclusione, l’esito della valutazione deve ancora essere scritto.

Nel frattempo, si attendono le controsservazioni dell’Eurallumina alle criticità emerse durante la Conferenza di servizi del 30 dicembre, sempre che la società intenda portare avanti i suoi piani. Ma della natura delle integrazioni richieste all’azienda del ciclo dell’allumino durante l’ultima conferenza di servizi è impossibile saperne di più: vige una sorta di segreto istruttorio.

Insomma, da qui a dire che ci sono i nulla osta, come riferito agli operai dalla Rappresentanza sindacale unitaria dell’Eurallumina e dai principali mezzi d’informazione all’opinione pubblica, ce ne passa.

Ad alimentare la confusione anche il comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione il 31 dicembre: “Nel Palazzo della Regione di viale Trento è terminata, ieri sera, la Conferenza di Servizio per il procedimento di valutazione ambientale necessario per gli interventi di ripresa produttiva dello stabilimento di Eurallumina. Ampia soddisfazione è stata espressa dalle parti per l’impegno profuso dagli uffici regionali e in particolare per il rispetto dei tempi procedurali. Vista la complessità del progetto presentato è stata fatta richiesta all’azienda di integrare la documentazione”. In altri termini, una nota illuminante per comprendere la posizione della Regione: sembra, infatti, che viale Trento auspichi il via libera dello Sva al progetto dell’Eurallumina. Ma gli uffici tecnici si defilano. Anche perché alcune criticità sono emerse.

Intanto, spunta un esposto depositato in Procura dall’Assotziu Consumadoris Sardigna. L’argomento della segnalazione è chiaro: “L’Eurallumina intende ampliare il Bacino dei Fanghi rossi nonostante una parte della discarica che si estende per 180 ettari tra l’area industriale di Portovesme sia sottoposta a sequestro giudiziario per ipotizzati reati ambientali commessi dall’amministratore delegato della società Vincenzo Rosino e dal direttore dello Stabilimento Nicola Candeloro”, si legge nella segnalazione. Per questo motivo, Angelo Cremone, uno dei firmatari della segnalzione, chiede di “verificare i presupposti in forza dei quali può essere avviata ed eventualmente rilasciata una valutazione di tipo ambientale per le attività richieste dall’ Eurallumina”. Per l’Assotziu Conumadoris, dunque, si rende necessaria “una verifica su eventuali profili di responsabilità connessi alla procedura di VIA riconducibili sia al richiedente (Eurallumina) sia agli Enti procedenti (SVA, Comune di Portoscuso, Provincia Carbonia – Iglesias, ARPAS, ASL)”.

Rosino e Candeloro sono accusati dal pm Marco Cocco della Procura di Cagliari di disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti speciali, pericolosi e non. In entrambi i casi, le ipotesi di reato sono connesse all’esercizio dei ruoli rivestiti nell’ambito delle attività dell’Eurallumina. La prima udienza del processo sarà celebrata a Cagliari il 24 marzo.

Piero Loi
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