Caos Covid nell’Isola, positivi con Green pass attivo e malati non segnalati

Sta finendo fuori controllo la quarta ondata di Covid in Sardegna: ai quattro pazienti morti a Oristano in attesa che si liberasse un posto in Rianimazione, si aggiungano decine di positivi a cui non viene sospeso il Green pass. Ci sono poi i pazienti ricoverati in ospedale per patologie non legate al virus ma che restano fuori dal bollettino sebbene siano infetti.

Dunque la Omicron sta mandando di nuovo in crisi gli ospedali dell’Isola, dopo i mesi di passione vissuti nell’inverno e nell’autunno del 2021 e del 2021. Tutto si sta ripetendo anche quest’anno con l’aggravante che le strutture sanitarie dell’Isola stanno andando incontro al terzo anno consecutivo di emergenze. E con una Regione che resta pasticciona e non in grado di dare continuità alla gestione della pandemia, non è facile tenere la barra dritta.

La storia dei quattro morti per assenza di un posto in Terapia intensiva è la rappresentanza plastica di quanto sta accedendo in Sardegna, sebbene la gran parte delle storie di malasanità si consumino lontane dalla stampa, soprattutto quando di mezzo ci sono i pazienti oncologici a cui vengono negate le cure. Il risultato è che il centrodestra sardo sembra aver imparato pochissimo.

Sul fronte dei Green pass, sono moltissimi quelli che non vengono bloccati. Significa che un positivo con scarso senso civico può andare in giro anche se positivo e in quarantena. Per avere contezza di quale portata può avere il fenomeno, basti pensare in Sardegna sono in isolamento domiciliare oltre 21mila persone. Più altri mille (almeno) positive conclamate. Se anche in pochissimi violano il divieto di lasciare il proprio domicilio, con la contagiosità della Omicron i nuovi casi non possono che crescere.

Quanto ai pazienti ricoverati in ospedali non destinati dal Piano regionale alla cura del Covid, adesso viene fuori che in caso di positività queste persone non vengono censite nel bollettino quotidiano diffuso dalla Giunta. Solo al Brotzu, venerdì scorsi, le situazioni come queste erano quindici. Pari ad altrettanti pazienti arrivati in ospedali per altri motivi non legati al Covid, ma trattenuti nell’Obi, il reparto di Osservazione breve intensiva, dopo che sono risultate positive al tampone.

Questa situazione, la cui logica non si conosce, è stata confermata l’altro giorno dall’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, attraverso una nota stampa. “Per una descrizione coerente della situazione ospedaliera – c’era scritto nel comunicato – risulta necessario non considerare (nel bollettino) i ricoverati per altre patologie a cui viene riscontrata la positività”. È per vero che una persona operata in Ortopedia, per esempio, ha bisogno di un ortopedico anche se ha il Covid. ma così facendo al tracciamento degli infetti si applicano regole arbitrarie che non restituiscono il quadro reale sulla diffusione del virus.

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