Il “Cammino 100 torri”: 1284 chilometri d’amore per la Sardegna

Milletrecento chilometri in quarantacinque giorni di cammino, tredici chili persi, centinaia di persone incontrate per strada, oltre cinquecento fotografie e ventidue ore di riprese video: ecco in numeri l’avventura di Nicola Melis, ingegnere cagliaritano di 33 anni appena rientrato dal periplo attorno alla Sardegna.

Il progetto ‘Cammino 100 torri’ non è semplicemente una gita a piedi da un capo all’altro dell’Isola: per realizzarla ci sono voluti tre mesi di studio e ricerca su luoghi, percorsi e servizi. E poi 45 giorni di cammino, dal 29 maggio al 13 luglio. Il risultato, oggi, è un percorso testato in ogni suo dettaglio, pronto per essere affrontato da pellegrini e camminatori (e in gran parte adatto anche a ciclisti) che scelgono l’Isola per un viaggio tra natura e spirito.

“L’idea di ideare un Cammino delle 100 torri che toccasse tutte le torri costiere dell’Isola – ci racconta Nicola Melis – è nata circa tre anni fa, al ritorno dal cammino di Santiago che ho affrontato con mio padre. Insieme a Roberto Contu e Stefano Paderi abbiamo pensato di studiare un itinerario tra storia e natura: abbiamo messo in piedi un’associazione culturale sportiva e creato un sito web con tutte le indicazioni sul percorso. Il viaggio, un totale di 1284 chilometri, è organizzato per tappe tenendo sempre presenti le torri lungo le coste sarde: io ho scelto di affrontarlo tutto ma si può percorrere solo in parte, in base al proprio tempo e alle proprie forze”.

Nicola Melis, che è stato accompagnato dai suoi soci nella prima parte del percorso e ha poi affrontato in solitudine il resto del viaggio, è stato visitato da un medico prima della partenza e poi costantemente monitorato. Un’impresa non per tutti: 30, 35 chilometri al giorno, una media di dieci ore di cammino quotidiano.

In spalla solo uno zaino: “All’inizio ne portavo anche un secondo con la tenda: era troppo pesante e così l’ho lasciato per strada e ho proseguito solo con l’amaca e il sacco a pelo. Ho dimostrato che in tutta la Sardegna si può dormire su un’amaca”. Per il resto, lo zaino era riempito con un po’ di cibo, accessori personali e per l’igiene e sei, otto litri d’acqua al giorno. “L’esperienza mi ha consentito anche di mappare le sorgenti e fontane in tutto il percorso. Oltre, naturalmente, ai campeggi: ho trovato un’ottima ospitalità per chi sceglie una vacanza economica, con sistemazioni da 5 a 25 euro per notte. Ho incontrato persone piacevoli e professionali, in tutto il viaggio ho contato solo un’esperienza negativa”.

Sul sito web Cammino100Torri si trova traccia del percorso affrontato da Melis: “Spiagge granitiche e quarzose formate da piccoli cristalli ci accompagnano per lunghi tratti – scrive – dune incontaminate guidano il viaggiatore in un viaggio fantastico. Paesaggi ancora non antropizzati lasciano il posto a fantastici scorci oramai diventati veri e propri simboli della Sardegna. Si cammina dalle strade sterrate fino a piccole carrarecce, avendo al nostro fianco sempre il mare. Lungo il cammino si incontrano le torri costiere della Sardegna, che fin dal medioevo hanno costituito il sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione della fascia costiera dell’isola. Le torri dominano i paesaggi più belli della costa della Sardegna rendendolo caratteristico ed unico”.

Nei quasi 1300 chilometri di costa Nicola Melis ha camminato su 450 chilometri di sabbia, 140 di asfalto, il resto su sentieri sterrati; alcuni tratti li ha percorsi di notte per evitare il caldo e ha riposato durante il giorno. Ha toccato 100 delle 105 torri costiere di avvistamento costruite nei secoli passati come difesa dell’Isola: le cinque che non ha raggiunto si trovano dentro servitù militari inaccessibili ai civili tra Teulada, Capo Frasca, Alghero e Quirra. Ha contato circa cinquecento persone che gli hanno offerto compagnia e chiacchiere, aiuto, un passaggio in auto, ospitalità, un pasto o semplicemente un caffé, tantissimi curiosi che hanno scattato selfie con lui: “L’aspetto della condivisione è importante, ho camminato da solo ma non mi sono mai sentito solo davvero. Per un tratto mi hanno accompagnato anche i soci dell’Avis, l’associazione volontari donatori di sangue, e con me ha viaggiato anche la troupe di Sulle Strade dell’Avventura che hanno in programma un documentario sul Cammino10Torri”.

Il viaggio è terminato, la mappa virtuale è pronta e consultabile gratuitamente sul sito web dell’associazione. E adesso? “Non ci interessano finanziamenti o contributi, abbiamo voluto creare un itinerario fruibile per tutti. Sarebbe bello che il Cammino100Torri venisse sostenuto e promosso da chi ha le possibilità per farlo: non servono grandi contributi, segnaletica o indicazioni che richiedono spese e permessi, basterebbe ad esempio che qualcuno sviluppasse un’applicazione tecnologica per gli smarphone con la mappa e tutte le indicazioni utili. Abbiamo voluto dimostrare che un altro turismo economico e sostenibile in Sardegna è possibile”.

Francesca Mulas

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