Cala Sinzias, solo “dinamite mediatica”

Il bando attraverso cui sono stati messi all’asta i cinque ettari a ridosso del mare di Cala Sinzias, nel territorio di Castiadas, potrebbe essere ritirato.

Il bando attraverso cui sono stati messi all’asta i cinque ettari a ridosso del mare di Cala Sinzias, nel territorio di Castiadas, potrebbe essere ritirato. Ma soprattutto in appena 24 ore, l’innesco del conflitto politico-editoriale si è inceppato: l’editore Carlo De Benedetti non ha mai visto quei terreni, né ha mai manifestato alcun interesse al loro acquisto. D’altra parte si tratta di terreni totalmente inedificabili e solo una improbabile modifica del Piano urbanistico di Castiadas potrebbe modificarne l’attuale destinazione.

Gli affari di De Benedetti” titolava in prima pagina l’Unione sarda ieri in edicola. Quindi, nelle pagine interne, un articolo che metteva in relazione il bando col quale lo scorso 27 giugno la Società bonifiche sarde ha annunciato la messa all’asta dei terreni di Cala Sinzias con la vicenda del commissariamento della Conservatoria delle coste. Ipotesi avanzata in un comunicato del Gruppo di intervento giuridico e integrata da quotidiano di Cagliari con una nota dell’Agenzia Adnkronos che parlava appunto dell’interessamento di Carlo De Benedetti, che è anche l’editore del gruppo l’Espresso, cioè de La Nuova Sardegna, il giornale concorrente.

Oggi entrambi in quotidiani riportano sostanzialmente la stessa ricostruzione, che smentisce questo quadro. Intanto emerge che il bando per la vendita dei cinque ettari delle terre di Cala Sinzias è stato varato dal commissario liquidatore della Società bonifiche sarde, Antonello Melis, che era stato nominato dalla giunta Cappellacci. Ed è lo stesso Melis a spiegare che non c’è alcuna relazione tra i terreni di Cala Sinzias e la visita, avvenuta il 3 luglio scorso, di De Benedetti in Sardegna. L’interessamento ai terreni della Sbs c’è, ma si riferisce ai mille ettari dell’azienda agricola che si trova nelle campagne tra Arborea e Marrubiu.

D’altra parte De Benedetti venne nell’isola in compagnia del “re delle carni” Luigi Cremonini, suo socio – assieme ad altri – nella holding Bonifiche ferraresi . Con loro c’era anche il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo. “Hanno chiesto – riferisce il liquidatore della Sbs Antonello Melis  – di visitare l’azienda zooagricola della società Bonifiche sarde ad Arborea e Marrubiu, circa mille ettari in tutto, e io li ho accompagnati nella visita. Non so se acquisteranno quella azienda, che è mio dovere cercare di vendere a imprenditori interessati. Perché non hanno manifestato le loro intenzioni. Non volevano vedere altri terreni, né mi hanno chiesto informazioni su altre proprietà di Sbs, quindi nemmeno sull’area di Castiadas”.

Riassumendo: la vendita dei terreni di Cala Sinzias è stata avviata durante la giunta Cappellacci: quei terreni sono totalmente inedificabili e non c’è alcun interessamento da parte di De Benedetti e soci. Ma la polemica ha comunque indotto la giunta regionale ad annunciare che se si individueranno intenti speculativi di qualunque genere il bando sarà modificato o anche revocato. Nell’articolo odierno, la Nuova Sardegna scrive che l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi “maneggia con cura la dinamite mediatica che rischia di far saltare in aria la reputazione verde della Regione”.

In effetti la giunta Pigliaru sembra vivere con un crescente fastidio misto a imbarazzo gli attacchi che uniscono il fronte ambientalista puro e duro a quegli stessi ambienti politico-editoriali che, ai tempi della giunta Cappellacci, erano in prima linea per l’abolizione del Piano paesaggistico. Un “progetto speculativo” dell’editore del gruppo l’Espresso, reso possibile da una decisione della giunta Pigliaru (il commissariamento della Conservatoria delle coste) era perfetto per diffondere nell’opinione pubblica l’idea che la nuova giunta non sia poi così diversa e che quella precedente non fosse così compromessa con gli interessi degli immobiliaristi. Solo che la notizia era priva di fondamento.

N.B.

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