Cagliari, una vita sullo skate. “Ora chiediamo una pista in città”

Il più giovane è Sebastian, cappellino rosso in testa e sguardo sveglio: arriva all’appuntamento con qualche minuto di ritardo, saluta tutti con un pugno sulle nocche e prende posto insieme agli altri sulla terrazza del Lazzaretto, nello sfondo il Golfo di Cagliari. Con i suoi sette anni Sebastian Cera è il più piccolo degli skaters che qualche settimana fa si sono incontrati al centro culturale di Sant’Elia per costituire il Comitato Skate Park Casteddu: hanno già raccolto oltre mille firme per chiedere al Comune di costruire una pista dove tutti, principianti e professionisti, adulti e bambini, possano allenarsi o semplicemente divertirsi in sicurezza. L’incontro è stato convocato da Gianluca Lai, skater da oltre trent’anni e proprietario del negozio Wipe Out in via Mameli, da Alberto Dal Piano, personal trainer di skate e surf, e da Raffaele Onnis, consigliere comunale dei Riformatori sardi. “Una grande città a vocazione turistica e sportiva come Cagliari non ha uno skate park – sottolineano gli organizzatori dell’incontro – e questo nonostante skate e surf siano sport molto amati e praticati da centinaia di cagliaritani”.

La vecchia struttura di via Rockefeller, costruita nel 2004 quando era sindaco Emilio Floris, è stata demolita pochi mesi fa e comunque non è mai stata a norma: in tanti la usavano nonostante i rischi per la sicurezza: “Io stesso, che pure non sono un principiante, mi sono infortunato lì più volte – spiega Gianluca Lai – e come me tanti altri: dopo la sua costruzione non è mai stato fatto il collaudo e la stessa amministrazione che l’ha realizzata non l’ha mai resa agibile”. Troppo oneroso sistemare la struttura, e così l’amministrazione guidata dal sindaco Zedda di recente ha deciso di buttarla giù.

Attualmente chi vuole andare in skate è costretto a spostarsi a Dolianova, Assemini, Uta, Guspini o altri piccoli comuni che hanno spazi adatti. Oppure arrangiarsi in città, nei marciapiedi e nelle piazze, con tutte le polemiche che questo comporta. Lo sa bene Nicola Ciabatti, 22 anni, figlio del più famoso Antonello campione nazionale di windsurf: “Ho iniziato ad appassionarmi di surf grazie a mio padre, avevo circa 6 anni – ci racconta – poi mi sono dedicato principalmente allo skate. Ero un grande frequentatore dello skatepark comunale di via Rockfeller e dopo la sua chiusura siamo stati costretti a spostarci lontano. Spesso per mancanza di tempo andiamo in piazza Giovanni o in altri grandi spazi cittadini ma in mezzo alle lamentele di molti che pensano siamo pericolosi e roviniamo gli arredi urbani”. Monumenti come il Bastione a parte, usare la tavola nelle strade e nelle piazze cittadine non è vietato, assicurano dal Comune: una struttura ad hoc e sicura, con rampe, ostacoli e un pavimento adatto sarebbe però l’ideale per chi pratica questo sport.

L’assessore allo Sport Yuri Marcialis: “Uno skatepark? Siamo pronti a realizzarlo”

L’amministrazione – leggi qui – ha in cantiere un nuovo skate park, già finanziato con 110 mila euro, ma il progetto, aggiudicato nel 2014 alla società cagliaritana Ser.Lu. Costruzioni, non piace a tutti: “Hanno pensato a una bowl – spiegano i promotori del Comitato – ma in uno spazio del genere possono allenarsi solo i professionisti. E tutti gli altri dove andranno?”. È preoccupato anche il padre di Sebastian, Morgan Cera, 40 anni, che con la cooperativa Lazzaretto 2000 ha in gestione il centro culturale di Sant’Elia: da due anni lui e suo figlio vanno assieme a skeitare, il piccolo già si lancia in rampe ed evoluzioni, lui si diverte facendo street; con la nuova struttura che il comune ha intenzione di costruire non potranno più allenarsi assieme. “Per noi l’aspetto più bello dello skateboarding è che unisce grandi e bambini – sottolinea Morgan Cera – genitori e figli, è l’unica attività che si può praticare gratuitamente e insieme, una sorta di passaggio spontaneo generazionale che coinvolge tantissime persone in città”. Tra di loro c’è anche Bizio Frau, oggi 43 anni, più volte campione nazionale di skate: “Mi sono allenato senza avere strutture professionali in città, mi chiedo se con spazi adeguati sarei potuto andare oltre, raggiungere livelli ancora più alti”. E poi gli altri campioni sardi come Andrea Rolesu (guarda il video), Francesco Pace e Gigi Sirigu, rappresentanti di una generazione di skaters che ha conquistato vetrine nazionali. “Abbiamo imparato tutti sullo skate park di via Rockfeller – ci dice Sirigu, cagliaritano di 33 anni, da 18 sulla tavola – adattandoci a uno spazio non idoneo, ora invece siamo costretti muoverci fuori città. Stare sullo skate, volare sulla rampa, chiudere il trick, la manovra, è un’emozione indescrivibile”.

LE FOTO DI GIGI SIRIGU SCATTATE DA ROBERTO PILI

Tra i firmatari della proposta inoltrata al Comune c’è anche Francisco Porcella, considerato tra i migliori surfisti al mondo: martedì sarà a Cagliari per ricevere dall’amministrazione comunale un premio per i meriti nello sport conquistati insieme al fratello, Niccolò.

Lo skate va infatti di pari passo con il surf da onda e il wind surf e spesso chi va in acqua usa la tavoletta per allenarsi: “Ho tantissimi allievi che si dedicano a entrambe le discipline, alcuni anche molto piccoli – sottolinea Nicolò Murtas, cagliaritano di 25 anni, istruttore di surf per la Break Point Surf School – ragazzi e ragazze, non fa differenza: è uno sport a cui si possono avvicinare tutti. Non è giusto che chi ha delle potenzialità debba rinunciarvi perché non ha in città uno spazio per allenarsi”.

 

GLI ALTRI SKATERS CAGLIARITANI

Riccardo ‘Zalu’ Asunis, 40 anni, conosce molto bene l’ambiente di skaters e surfisti locale: sette anni fa ha dato vita allo ‘Zalus’, un piccolo club nel cuore del quartiere Marina pensato proprio per far incontrare gli appassionati della tavola e favorire scambi e condivisioni. “La comunità di chi pratica skateboarding è molto variegata – ci racconta – chi ha iniziato negli anni Ottanta, con il boom di questo sport, oggi ha figli e nipoti e desidera praticarlo in un posto pulito e sicuro. Ci sono gli adolescenti che si avvicinano allo skate e alla cultura musicale e artistica ad esso legata che va dal punk all’hardcore all’hip hop, e poi gli studenti, i lavoratori come me che lo praticano nel tempo libero”. Da qualche tempo in tanti si ritrovano nell’Old boys skate club, crew di ragazzi over 30 che si dedicano allo skate nel tempo libero: la comunità è nata a Cagliari da un’idea di André Suergiu e ha coinvolto una decina di cagliaritani a cui si sono aggiunti altri appassionati di tutto il mondo, si incontrano sui social network, instagram in particolare, attorno all’hashtag #oldboysskateclub.

Oltre la passione per le acrobazie sulla tavola c’è il lavoro, la vita di ogni giorno. Suergiu e i soci Francesco Liori, grafico e tatuatore, e Salmo, cantante e produttore hip hop di Olbia, hanno inoltre dato vita alla Doomsday, linea di abbigliamento streetwear e tavole da skate.

Insieme a loro ci sono decine di negozi sparsi per l’isola che vendono attrezzature e abbigliamento adatto per skeitare: “Con noi, a chiedere uno skatepark a Cagliari, non ci sono solo giovani che vogliono divertirsi – conclude Gianluca Lai – ma anche commercianti. Non dimentichiamo poi che creare una struttura adeguata dove poter fare sport potrebbe attrarre anche turismo sportivo e creare un indotto di ristorazione e ospitalità”.

(foto di Roberto Pili)

Francesca Mulas

 

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