Bombe ‘sarde’ e addestramento sauditi, interrogazione M5S in Parlamento

Il conflitto armato attualmente in corso nello Yemen che vede impegnati il regno dell’Arabia Saudita e la coalizione di altri Paesi della Regione (tra i quali il Qatar e Kuwait), con attacchi aerei indiscriminati sulla popolazione civile (oltre 6000 le vittime) e il ricorso a bombe MK82 e MK84 prodotte dalla Rwm Italia Spa a Domusnovas, non basta a far desistere l’Italia dall’aperta violazione della legge 185/90, che vieta espressamente l’esportazione, transito e trasferimento di armi a Paesi in conflitto: l’Aeronautica Militare italiana si appresta ad addestrare i piloti dell’Arabia Saudita, del Qatar e Kuwait. È quanto si apprende dalle dichiarazioni rese in Commissione Difesa del Senato da Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.

Non solo bombe. Roberto Cotti, senatore del M5S: “L’Italia rilancia. Non solo favorisce la vendita in Arabia Saudita delle bombe prodotte in Sardegna (fregandosene della recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo, in cui è stata sancita la violazione della posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, con l’avvio della procedura di embargo armi nei confronti dell’Arabia Saudita), ma rifornisce il regno saudita di cacciabombardieri Eurofighters Typhoon costruiti dal consorzio internazionale di cui la nostra Leonardo SpA (ex Finmeccanica, società partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze con oltre il 30% del capitale) fa parte. Ora il cerchio si chiude con la plateale complicità del nostro Paese nello sterminio del popolo yemenita: perché addestrare i piloti dell’Arabia Saudita vuole dire proprio questo. C’è solo da sperare che oltre al crimine non si aggiunga la beffa con l’addestramento dei piloti sauditi in Sardegna”.

La denuncia di Amnesty International in Commissione Difesa del Senato. Così Gianni Rufini, direttore generale della Sezione Italia Amnesty International: “Vendita della armi: noi riteniamo che l’Italia in questo momento stia violando gli accordi internazionali e anche le leggi nazionali, sappiamo e abbiamo prova che quelle armi, quelle stesse armi che l’Italia vende all’Arabia Saudita sono utilizzate dall’Arabia Saudita negli attacchi contro la popolazione civile. In questo modo siamo veramente il ricettatore, siamo il venditore di armi che vende la pistola all’assassino che ucciderà una persona. C’è una chiara violazione delle norme, su questo non abbia dubbi in base alle nostre ricerche e i risultati li abbiamo misurati sul terreno, perché siamo andati a fotografare gli ordigni sul terreno in Yemen: abbiamo le loro sigle e sappiamo da dove vengono”

GUARDA IL VIDEO CON L’AUDIZIONE DI GIANNI RUFINI

 

Il M5S presenta un’interrogazione parlamentare. Così Roberto Cotti (primo firmatario dell’interrogazione), al ministro della Difesa: “Da chi è stato programmato, quando, perché e con quali costi posti a carico di chi, il prossimo addestramento di piloti dell’Arabia Saudita, Kuwait e Qatar nelle nostre Scuole di Volo?”. E ancora: “Non è il caso di sospendere l’addestramento dei piloti dell’Arabia Saudita e della coalizione militare, tanto più alla luce della recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo e in ragione del conflitto armato in corso nello Yemen, anche per evitare l’accusa d’aver addestrato piloti che potrebbero essere utilizzati dall’Arabia Saudita e dalla propria coalizione per bombardare lo Yemen?”

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