Vince il concorso ‘per sbaglio’. E l’Arpas lo annulla

Il concorso pubblico per un posto da psicologo all’Arpas è stato annullato: lo ha comunicato la stessa agenzia regionale con un documento pubblicato sul sito web il 30 dicembre scorso. I quattro esperti in stress da lavoro che hanno sostenuto la prova e soprattutto il primo in graduatoria hanno visto così sfumare la possibilità di una collaborazione per dodici mesi con l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente. Ma perché la decisione di invalidare tutta la selezione?

Nel sito si legge che il bando di concorso è annullato per “oggettiva carenza nell’atto amministrativo di precisa indicazione del corrispettivo”: in poche parole parrebbe che nel bando di concorso iniziale mancasse  l’indicazione del compenso per il vincitore. In realtà nell’avviso per la selezione, firmato dal direttore Arpas Bruno Simola e pubblicato il 23 luglio scorso (determinazione del direttore generale n. 56/2013), era indicato chiaramente l’importo per la prestazione richiesta: ventisettemila euro onnicomprensivi per un incarico di dodici mesi.

Dunque, un ordinario concorso pubblico con  sei candidati ammessi, una selezione per titoli e colloquio, un vincitore con punteggio più alto degli altri: tutto è invalidato per carenze delle quali sembra non esserci riscontro. Perché?

Se lo chiedono i quattro che sono stati inseriti in graduatoria e soprattutto il primo della lista: Cristian Livolsi, 33 anni, nato a Torino ma con residenza a San Gavino Monreale. Vanta un curriculum di tutto rispetto tra laurea in psicologia, master, diplomi e studi specialistici. Possiede anche i requisiti specifici previsti dal bando: “esperienza quinquennale nell’esercizio della professione di Psicologo di cui non meno di due anni di esperienza continuativa, maturata nel corso degli ultimi cinque anni, come Psicologo alle dipendenze oppure come Psicologo a contratto presso Enti pubblici e/o Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, in qualità di Psicologo esperto in valutazione del rischio/stress lavoro correlato; possesso di titoli/certificata esperienza, almeno biennale, nell’uso dei Test”.

La commissione si è riunita tra ottobre e novembre 2013, ha valutato i curriculum e interrogato i candidati: Cristian Livolsi ottiene il punteggio di 85 punti grazie a un’ottima valutazione dei suoi titoli (30/30) e a una buona prova orale (55/70). Seconda in graduatoria (e dunque fuori gioco) si piazza Valeria Lisini. Il padre Alessandro, candidato con An alle Regionali del 2009, fa parte del Collegio tecnico per la verifica/valutazione della dirigenza Arpas e nel 2010 è stato il Capo di gabinetto dell’assessorato all’Industria, quandp quest’ultimo era guidato da Sandro Angioni. Valeria Lisini conquista il voto massimo all’orale (70/70) ma il punteggio assegnato ai titoli professionali è inferiore a quello di Livolsi. In graduatoria ci sono anche Monica Pisano con 59 punti e Gabriele Giuseppe Sanna, quarto con 53 punti.

Il concorso decreta dunque il candidato più preparato, ma il 30 dicembre scorso tutto il procedimento tra selezione, graduatoria e atti amministrativi vari è annullato dal direttore generale dell’Arpas Bruno Simola; ora Livolsi sta preparando un ricorso al Tar, verrà depositato in tribunale tra qualche giorno.

La vicenda che pare in sé di poca importanza è in realtà piuttosto significativa dato che lo scenario è quello di una azienda già messa sotto accusa dalle cronache recenti: un direttore generale, Ignazio Farris, costretto a dimettersi perché coinvolto nell’affare di eolico e P3 in cui è stato rinviato a giudizio anche Ugo Cappellacci; una gestione di nomine e incarichi duramente criticata da sindacati; lentezze procedurali, mancanza di pianificazione, inefficienza nelle pratiche ordinarie e poca collaborazione con lo stato. L’annullamento del concorso per psicologo sembra dunque in linea con le modalità di gestione degli ultimi anni.

Francesca Mulas

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Precisazione

Alessandro Lisini è stato Capo di Gabinetto dell’assessorato regionale all’Industria quando l’assessore era Sandro Angioni e non, come riportato in un primo momento, Antonello Liori. L’imprecisione è stata corretta. Ce ne scusiamo con gli interessati. 

 

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