Ampliamento hotel in Costa Smeralda: chiesto rinvio a giudizio per corruzione

Sparisce l’accusa di associazione per delinquere, ma resta la corruzione. Durante l’udienza preliminare sulle concessioni urbanistiche e gli ampliamenti degli hotel in Costa Smeralda che si sta svolgendo al tribunale di Tempio, oggi il pubblico ministero Ilaria Corbelli ha chiesto il non luogo a procedere per l’ex senatore di Forza Italia Franco Carraro, gli ex manager della società immobiliare Sardegna Resort, Mariano Pasqualone e Alexandra Dubrova, il funzionario pubblico Antonello Matiz, già a capo del settore urbanistico del comune di Arzachena, e dei tecnici cagliaritani Tonino Fadda e Antonio Tramontin finiti nel registro degli indagati nell’ambito della maxi inchiesta avviata dall’ex pm Domenico Fiordalisi. La richiesta ha riguardato anche la posizione marginale dell’ex comandante della polizia locale di Arzachena, Giovanni Mannoni, attualmente a capo della municipale di Olbia, accusato di favoreggiamento per non aver notificato un atto giudiziario a Mariano Pasqualone. Restano in piedi gli episodi singoli di corruzione per i quali il pubblico ministero, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, compreso il tributarista milanese Stefano Morri, l’amministratore che verbalizzava gli atti intrapresi nell’ambito della gestione della Costa Smeralda guidata dal finanziere libanese con passaporto americano Tom Barrack.

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Non resta che attendere, il prossimo 25 giugno, le decisioni del gup Cristina Arban, che dovrebbe entrare in camera di consiglio a conclusione degli interventi della difesa. Nelle scorse udienze tutti gli indagati hanno sottolineato la loro perfetta condotta professionale, negando ogni violazione alle leggi vigenti e precisando che le azioni intraprese nell’affrontare le vicende relative alle concessioni urbanistiche della Costa Smeralda sono state improntate agendo con il massimo dello scrupolo e secondo le regole. La corruzione, in Costa Smeralda, non è mai stata posta in essere da nessuno, hanno sottolineato gli indagati nel corso del loro interrogatorio in aula. L’ex senatore Franco Carraro, presidente della Smeralda holding, ha ribadito la sua estraneità alle pesanti accuse di corruzione e associazione a delinquere che gli vengono mosse nell’indagine promossa e portata avanti dall’allora capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi in relazione agli ampliamenti (con le cubature previste dal Piano Casa) dei tre grandi alberghi della Sardegna Resort: Romazzino, Pitrizza e Cervo. Attorno a questi ampliamenti si era svolta le mega indagine di Domenico Fiordalisi con una serie infinita di sequestri penali e dissequestri decisi dai giudici del riesame e dalla corte di Cassazione. Franco Carraro è assistito dagli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, Antonello Matiz dal penalista Gerolamo Orecchioni, Tonino Fadda dall’avvocato Rita Dedola, Stefano Morri dal cassazionista sassarese Agostinangelo Marras, Giovanni Mannoni dall’avvocato Domenico Putzolu e Antonio Tramontin dall’avvocato Maurizio Scarparo.

E resta a Tempio Pausania l’altra tranche di processo, quella che riguarda la presunta evasione fiscale legata alla vendita della Costa Smeralda – alberghi di lusso e terreni – da Colony capital a Qatar Holding: 14 gli imputati, tra i quali il magnate americano Tom Barrack. La gup Cristina Arban ha infatti respinto l’istanza di incompatibilità territoriale avanzata dai difensori di Barrack, secondo i quali il processo dovrebbe spostarsi a Milano perché il reato più grave contestato dalla Procura sarebbe avvenuto nel capoluogo lombardo. Alla richiesta dei legali del magnate si sono poi aggiunti tutti gli altri avvocati della difesa. Secondo l’accusa, la compravendita avrebbe creato plusvalenze 482 milioni di euro e sarebbe stata effettuata con l’interposizione fittizia di altre società per evitare il pagamento delle imposte. Si ipotizza un’evasione per il mancato pagamento di Colony delle tasse sui redditi Ires, la mancata presentazione delle dichiarazioni annuali Ires e l’elusione del fisco.

g.p.c.

 

 

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