Energia, assalto alla Sardegna. Corona de Logu: “Isola ne produce già il 40% in più”

Stop all’assalto della Sardegna, l’Isola deve gestire l’energia che produce. Corona de Logu, l’assemblea degli amministratori indipendentisti si schiera contro le richieste sempre più numerose che stanno arrivando per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici.

In una nota firmata dal presidente Maurizio Onnis, che nei giorni scorsi aveva denunciato la vendita di diversi terreni nel Comune di Villanovaforru, il gruppo indipendentista chiede a sindaci e Consigli comunali nell’Isola di cercare di mettere un freno alla corsa all’energia.

“La Corona de Logu – è scritto in una nota -, giudica tale situazione pericolosissima per l’Isola e del tutto inaccettabile. La Sardegna produce già ora almeno un 40% di energia elettrica in eccesso rispetto al fabbisogno. L’energia in eccesso viene esportata verso l’Italia, senza alcun beneficio in bolletta per i sardi. Non vediamo alcuna necessità di incrementare la tendenza. Di più: siamo nettamente contrari alla trasformazione della Sardegna, come prospettato dagli stessi esponenti del governo italiano, in una piattaforma energetica a servizio della penisola. Non è interesse dei sardi”.

Gli indipendentisti chiedono “un cambio radicale di prospettiva. Il sole e il vento sono ricchezze naturali peculiari dell’Isola e nei prossimi decenni emergerà in tutta evidenza il loro valore di asset strategici. L’utilizzo, in termini di energia e controvalore monetario, deve essere appannaggio dei sardi”. Per questo, dicono, “invitiamo tutti gli amministratori locali ad adottare delibere d’indirizzo politico volte a scoraggiare lo sfruttamento energetico dei territori comunali ed esigere il coinvolgimento dei residenti in ogni progettazione di grande impianto, perché dicano la loro con parere vincolante”.

Corona de Logu invita poi “gli amministratori a farsi promotori della costituzione di comunità energetiche e impianti collettivi, come permesso dalla legge. A stimolare cioè, in ogni modo, l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia elettrica, erodendo il campo d’azione dei grandi giocatori industriali. Scopo finale e per niente utopistico di questo cammino deve essere la creazione di un ente sardo per la produzione e distribuzione dell’energia elettrica, che faccia gli interessi dei sardi e ne tuteli il benessere ambientale”.

[Foto archivio]

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