Caccia, altro ricorso degli ambientalisti: “Andava fatto il censimento faunistico”

Gli ambientalisti del Grig presentano ricorso contro il calendario venatorio 2019-2020. Il Gruppo di intervento giuridico, guidato da Stefano Deliperi, ha fatto opposizione davanti al Tar perché sulla selvaggina è previsto il numero di capi abbatibili (carniere) in assenza di un censimento delle stesse specie su cui è autorizzata la caccia.

Il primo caso riguarda il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus). “A fronte di un carniere potenziale giornaliero di cinque capi per un totale di venticinque nell’intera stagione di caccia per ognuna delle 35.987 doppiette – scrivono gli ambientalisti -, il numero complessivo dei conigli abbattibili ammonta a 899.675 unità”. E questo “senza alcun reale censimento faunistico che assicuri la sopravvivenza della specie oggetto di caccia”.

Di qui la richiesta di intervento ai giudici amministrativi perché cassino questo via libera previsto nel nuovo calendario isolano. Per Deliperi e il Grig il calendario venatorio ha omesso il censimento “nonostante una giurisprudenza ormai costante”. Per gli ambientalisti le disposizioni di caccia sono state redatte senza “il parere tecnico scientifico dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) e senza sapere se in Sardegna nemmeno esistano davvero 900mila conigli selvatici”. Quanto alla lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla pernice sarda (Alectoris barbara) “i prossimi 6 e 13 ottobre si possono cacciare due esemplari di entrambe le specie, cioè un carniere complessivo di ben 71.974 lepri e di 143.948 pernici”, sempre ricavato in base al numero totale delle doppiette sarde. “E sempre senza censimento previo”.

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