Pari in casa col Parma, Cagliari sempre più in basso. Ma Giulini non tocca Liverani

La vittoria, questa sconosciuta. Nella partita che doveva confermare che il pareggio di Frosinone era un segnale di ripresa (lo avevano detto l’allenatore e qualche amico ossequioso), il Cagliari impatta nuovamente con il Parma  e deve accontentarsi della spartizione della posta in palio: 1-1, altro attacco di pareggite acuta  di cui è affetta la compagine rossoblu targata Liverani. Quando invece non perde.

Stavolta stava per buscarle nuovamente se Babbo Natale non fosse passato con largo anticipo nel presepe della Unipol Domus,  con la maglietta e le scarpette bullonate del portiere ospeite Chichizola che ha letteralmente donato il gol dell’1-1 a Pavoletti e al Cagliari. Diversamente non si riesce a ipotizzare come i rossoblù avrebbero potuto pareggiare le sorti della partita: la squadra è apparsa nettamente inferiore al Parma di Specchia, dominatore in lungo e largo per almeno tre quarti l’incontro, sfiorando ripetutamente il gol.

Radunovic ha fatto miracoli, anche se  poi sulla rete degli ospiti ha le sue responsabilità non avendo coperto il suo palo di destra. Gli insuccessi del Cagliari nel rincorrere la vittoria che non arriva, stanno diventando un ritornello tedioso e ormai anche umiliante. La parabola discendente prosegue e adesso la squadra è più vicina ai play out della retrocessione che ai play off della promozione. Come dire che la squadra  deve cominciare a guardarsi le spalle anziché in avanti.

Non erano questi i programmi della società, ma il presidente Giulini non sembra voler cercare soluzioni alternative. È evidente anche ai profani che l’allenatore Liverani non è quello giusto per un Cagliari che è partito per tornare in serie A. Finora ha sbagliato tutto e continua a sbagliare. Non vorremmo che la società si rendesse conto di questo solo a tre giornate dal termine del campionato, come avvenuto lo scorso anno con l’inguardabile Mazzarri.

Il presidente Giulini ha già perso il treno Andreazzoli, ingaggiato dalla Ternana in settimana nonostante la squadra sia avanti dei rossoblu e non sembrava avesse necessità di un cambio alla guida tecnica. Un tecnico, Andreazzoli,  che avrebbe fatto comodo a questo Cagliari disastrato  per la sua esperienza e la sua riconosciuta bravura anche alla guida di squadre di serie A.

Sulla piazza ne rimangono altri (pochi), ma il presidente Giulini da  questo orecchio sembra non volerci sentire. L’augurio è che abbia ragione lui, diversamente la piazza non gli perdonerà un ulteriore flop della squadra rossoblu. Liverani anche stavolta ha sconvolto la formazione, e non solo per via di infortuni. Fuori Luvumbo, forse il giocatore con maggiore verve, e dentro Pavoletti a fianco di Lapadula. 

“Abbiamo subito un Parma fatta di giocatori dotati – ha detto nel dopo partita il tecnico rossoblù -. Nel primo tempo hanno prevalso, nel secondo tempo grazie a  qualche aggiustamento abbiamo fatto meglio, anche se il pareggio lo abbiamo raggiunto solo grazie all’errore del portiere avversario. Ci pendiamo questo punto senza guardaci indietro, fra tre giorni si riparte.  Mancano quattro partite al termine del girone di andata e poi 23 nel girone di ritorno. La vittoria prima o poi arriverà”. Probabile, possibile. Ma intanto il Cagliari ha una media da zona salvezza. La squadra anche oggi è uscita fra i fischi dei tifosi. Mai una gioia.

Luciano Onnis

Cagliari (4-3-1-2): Radunovic; Di Pardo, Capradossi, Obert, Barreca; Nandez (80 Luvumbo), Viola (65 Deiola), Makoumbou; Kourfalidis; Lapadula, Pavoletti. (All: Liverani).

Parma (4-2-3-1): Chichizola; Delprato, Oosterwolde, Camara (72 Benediactz), Osorio; Balogh Juric (72 Estevez), Vazquez; Bernabè, Man (65 Mihiaila); Inglese (80 Bonny). (All:Pecchia)

Arbitro: Caputi

Reti: Camara 44’, Pavoletti 54’

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