Impotente, confuso, spento. Il Cagliari pareggia con il modesto Pisa

di Luciano Onnis

Impotenti, confusi, spenti. Sicuramente imbarazzanti, come pure è imbarazzante commentare quest’altra magra figura di una squadra che non c’è e che mai è esistita in questo campionato. Finisce 1-1 la partita con il modesto Pisa alla Unipol domus, diventata terra fertile per chiunque avversario. Altri punti persi per la compagine di Liverani, relegata a una anonima posizione di classifica che, francamente, è un fallimento per una squadra e una società partite con ben altre ambizioni. I tifosi lo vanno chiedendo da almeno sette-otto turni di campionato: se si vuol dare senso a quella che doveva essere una cavalcata verso il ritorno in serie A e che invece sta diventando un calvario, serve una sterzata brusca e radicale. Il presidente Giulini, contestato dalla tifoseria, ha il dovere di affrontare la realtà senza più tentennamenti. Come quelli non dimenticati dello scorso campionato di serie A che hanno fatto arrivare fino a tre giornate dalla fine il tecnico Mazzarri in panchina. C’è adesso un turno di riposo, si torna in campo fra quindici giorni, fuori casa contro la capolista Frosinone. Due settimane per cercare di invertire la rotta e trovare soluzioni. 

La partita con il Pisa è stata lo specchio fedele del brutto Cagliari visto in tutta questa parte iniziale di campionato. Si deve ringraziare il portiere Radunovic che per due volte si è superato e ha sventato due colossali occasioni da gol per gli avversari: una a pochissimi minuti dall’inizio, l’altra nel secondo tempo su tiro al volo di Tourè destinato in fondo al sacco.  Risulta perfino stucchevole ripetere che la squadra non c’è: non ha un gioco, non ha una fisionomia, non ha personalità. Vivacchia sulle giocate individuali di chi è in grado di farle, quelli che hanno invece limiti evidenti non possono che comportare un ulteriore abbassamento delle capacità del collettivo. Il povero Altare, come lo sono stati in giornate precedenti altri compagni di reparto (compreso lui stesso), non può essere crocifisso per l’errore macroscopico compiuto in occasione del gol pisano, clamorosamente regalato dal centrale rossoblù. Lui è così, se gioca perché non ci sono alternative valide, non è colpa sua. Ma l’elenco degli improbabili non si ferma ad Altare, oggi è stato lui a favorire il gol degli avversari, altre volte sono stati a turno i compagni della difesa. In questo Cagliari c’è un concorso di colpa fra più componenti. Un organico ritenuto, assieme a quello del Genoa, il più forte della serie B, si sta rivelando un insieme di giocatori male assortiti,  mal assemblati e mal guidati.

“Viviamo l’ansia e la paura nel gestire la palla – ha detto Liverani nel dopo partita -. L’incidente capitato ad Altare poteva essere una mazzata, abbiamo reagito bene e creato occasioni. Nel secondo tempo c’è stata la nostra pressione, ma oltre il pareggio non siamo riusciti ad andare. Ero convinto che avremmo preso i tre punti, ci dobbiamo accontentare di uno. Credo che il livello mentale sia il freno che ci penalizza. Il momento pesa moltissimo, speriamo che la vittoria arrivi quanto prima per invertire la rotta. La squadra si allena bene, i ragazzi sono in buone condizioni, bisogna lavorare sull’aspetto psicologico dando leggerezza mentale alla squadra”.  Osservazione giusta e inappuntabile. Gli allenatori hanno anche il compito di dare sicurezza ai loro uomini, se non lo fanno e non ci riescono è un problema abbastanza grosso. La fragilità psicologica del momento ha una origine che non può essere disconosciuta:  sono i risultati negativi conseguenti alla mancanza di un gioco ben definito, di lacune tecnico-tattiche, di scarsa personalità, di un assetto di squadra preciso. Anche contro il Pisa, il tecnico rossoblù ha mandato in campo  una diversa formazione. Gli esperimenti continuano e la confusione pure. Cambiano gli uomini, ma non i risultati. Rimane solo la delusione dei tifosi e la consapevolezza crescente che sarà una nuova stagione gettata via. 

Cagliari (4-3-3): Radunovic, Di Pardo (85’ Zappa), Altare (60’ Obert) , Capradossi, Carboni;  Deiola,   Viola (81’ Makuombou), Rog (60’ Mancosu);  Nandez, Lapadula, Pereiro (60’ Luvumbo). (All:Liverani)

Pisa: Livieri, Calabresi ( 90+2 Esteves, Barba, Rus, Beruatto, Tourè, Nagy, Marin (73 Mastinu), Morutan (74’ Ionita), Torregrossa (65’ Masucci), M.Tramoni (65 Sibilli). (All: D’Angelo)

Arbitro: Rutella

Reti: Morutan 50’; Lapadula 67’

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